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     Chi si ferma è perduto
   
 

Prima o poi si cade. Non c'è corsa nella quale non capiti, nella vita, così come nello sport, metaforicamente o meno, ma accade. Ecco, forse può sembrare semplicistico come discorso, riferito al momento del Napoli, ma crediamo che tutto sommato non sia neanche tanto male provare a semplificare i problemi quando ci siano. Ed è palese che qualche problema nella formazione azzurra ci sia. Per la prima volta dall'arrivo di Mazzarri, il Napoli, una volta raggiunta, è fuori dalla zona Europa. Non era mai capitato. Ora non è solo la partecipazione alla prossima Champions League, forse, a dire il vero, troppo utopistica per i valori azzurri rapportati a quelli di club che sono stati (e sono?) in lotta con il Napoli, ma anche quella all'Europa League, la vecchia coppa Uefa ad essere a rischio. Al di là di considerazioni sulla finale di coppa Italia, il Napoli, se il campionato finisse oggi, l'anno prossimo potrebbe considerare giorni come martedì, mercoledì e giovedì, utili per andare al cinema e sarebbe un peccato di quelli da classificare come mortali o quasi, visto il cammino tenuto dai partenopei fino a qualche settimana fa. Ma la fortuna del Napoli è che il campionato non è per nulla finito, ci sono 11 giornate ancora da disputare, 33 punti a disposizione. Un altro torneo se vogliamo. Così come il quarto posto è distante solo 5 di punti e il sesto 2. Ci si può e ci si deve credere. A cominciare dalla sfida con la Fiorentina, un'altra convalescente del campionato, forse l'unica squadra che attraversa un momento di forma peggiore di quello azzurro, che in settimana avrà anche la sfida al Bayern da affrontare. Le basi per ripartire proprio dall'anticipo di sabato sera ci sono tutte, ma gli azzurri dovranno volerlo loro per primi, dovrà volerlo per primo Walter Mazzarri. Tra il mister toscano e la città è stato amore a prima vista. La tifoseria lo ha osannato fin dall'inizio come condottiero in grado di trasmettere ad una formazione spenta e svuotata dal periodo Donadoni, quell'anima richiesta da sempre, da lui per primo. Ecco, la domanda è che fine ha fatto quell'anima, quella grinta? Quella voglia di non mollare mai, di mettere l'avversario alle corde? Soprattutto, che fine hanno fatto quei 23 titolari di cui ha sempre parlato? Perchè in campo finiscono sempre gli stessi giocatori, palesemente fuori condizione fisica e mentale? Le risposte a tutte queste domande può darle solo lui, a partire dal prossimo turno, quando tutti si augurano di vedere in campo giocatori come Zuniga, Cigarini, Denis o, perchè no, Bogliacino e Hoffer, che hanno dimostrato di poterci stare nella formazione titolare, di poter essere utilissimi alla causa. La settimana scorsa era stato detto che sarebbe andato in campo solo chi realmente in forma. Sono state solo parole? Perchè giocatori come Maggio, Hamsik e Quagliarella a Bologna sono scesi in campo dal primo minuto? Se tutto questo fosse un film, si potrebbe dire che la prima non sia stata per nulla buona. Il secondo ciak ci sarà sabato sera. Il secondo ciak della prima di undici finali che il Napoli dovrà giocarsi solo con chi realmente pronto a farlo. Dispiacerà vedere qualche nome illustre in panchina, ma a questo punto non ci si può più fermare ad aspettare nessuno. A questo punto, chi si ferma è perduto.


Francesco Monaco.

2010-03-08 12:10:20

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