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Hojlund al Napoli: così l’attacco di Conte cambia pelle.

Hojlund

Hojlund al Napoli: è fatta! È stata una trattativa lunghissima, estenuante, con tanti attimi di suspense e la paura che l’affare, dato per certo, saltasse improvvisamente. Alla fine, poco prima del gong che sanciva la fine del calciomercato, è arrivato il tweet liberatorio di De Laurentiis che annunciava la tanto attesa fumata bianca. Del resto lo avevamo anticipato in un precedente articolo che Hojlund era in pole position per sostituire Lukaku, e in effetti così è stato.

Il danese è un prospetto molto giovane, ma già con una discreta esperienza internazionale. A questo punto c’è però da porsi una domanda: come giocherà il Napoli di Conte? Eh già, perché Hojlund ha un gioco molto diverso da quello di Lukaku, ma questo è un bene, poiché don Antonio ha molte più opzioni tattiche rispetto all’anno scorso.

Hojlund al Napoli: più profondità e meno gioco di sponda

Il Napoli di Conte dell’anno scorso aveva in Lukaku il suo totem d’attacco. Il belga giocava spesso spalle alla porta e faceva a sportellate per aprire spazi agli inserimenti delle mezzali o degli esterni. Hojlund è un giocatore diverso: ha meno fisicità, ma più velocità. Come cambierà dunque l’attacco azzurro?

Per prima cosa il danese è un giocatore veloce, che sa attaccare bene gli spazi, una caratteristica che potrà risultare fondamentale quando il Napoli giocherà più in difesa per poi ripartire in contropiede. Inoltre, mentre prima si puntava subito alla verticalizzazione su Lukaku, adesso gli azzurri svilupperanno un gioco più ragionato, considerando anche la presenza di De Bruyne. Insomma meno verticalizzazioni immediate e più palleggio in attesa di trovare i varchi giusti.

Il centrocampo del Napoli è più fitto, cosa che porta inevitabilmente ad una maggiore densità davanti all’area avversaria, proprio come capitato nel match col Cagliari, partita ormai vietata ai deboli di cuore per i suoi precedenti al cardiopalmo. Dovrà essere bravo Hojlund a strappare al centro, a destra o a sinistra, cosa che è nelle sue corde, per aprire gli spazi agli inserimenti dei centrocampisti. Il danese rispetto a Lukaku è meno dominante fisicamente, quindi i centrocampisti, Anguissa e McTominay in primis, dovranno occupare bene l’area per sfruttare un’altra soluzione importante come i cross dagli esterni.

E Lucca?

Sono bastate due partite non proprio brillanti per far scattare i primi mugugni sull’acquisto di Lucca. Calma! La piazza di Napoli è umorale e va molto a sentimento. Su Lucca però vanno fatte delle valutazioni. Per prima cosa non è facile abituarsi al gioco e agli allenamenti di Conte, quindi gli va dato tempo, considerando anche che ha una struttura fisica importante e che la preparazione è stata tostissima.

Seconda cosa: viene da una piazza come Udine, dove ha fatto bene, ma dove non c’è la stessa pressione di Napoli. Non va bruciato, ma va aspettato perché sicuramente tornerà utile in alcune partite per cambiare volto tattico alla squadra. Inoltre va detta un’altra cosa: ha fatto col Sassuolo e col Cagliari un lavoro sporco poco appariscente, ma preziosissimo. Del resto il primo goal del Napoli contro il Sassuolo, in parte, porta anche la firma di Lucca che nel cuore dell’area neroverde ha portato via due difensori, permettendo a McTominay di inserirsi e segnare di testa.

Anche Lukaku era criticato spesso, lo ricordi? Il “problema” è che la prima punta di Conte canta e porta la croce: deve giocare spalle alla porta, quindi fa un lavoro oscuro per la squadra, e a volte arriva poco lucido in fase di finalizzazione. Come detto, ci vuole tempo. Tra un paio di mesi dovrebbe tornare anche Lukaku che, con Lucca e Hojlund, fornirà a mister Conte una batteria d’attacco pirotecnico per un’annata che potrebbe regalare ulteriori sogni ed emozioni.

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