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Fiorentina-Napoli 1-3: 4 note brillanti e il pelo nell’uovo

Lecce-Napoli Hojlund

Fiorentina-Napoli 1-3, gli azzurri tornano da Firenze con una convinzione: questa squadra è forte, fortissima. Nella culla della cultura italiana gli azzurri hanno sfornato un gioco “stilnovistico”, annientando la Viola soprattutto a centrocampo, pur calando pericolosamente negli ultimi 20 minuti. Analizziamo questo match segnalando alcune delle note più positive, più il “pelo nell’uovo”.

Fiorentina-Napoli: Milinkovic-Savic risponde presente

Nell’analisi delle probabili formazioni di Fiorentina-Napoli avevamo ipotizzato l’esordio di Milinkovic-Savic tra i pali, che in effetti c’è stato ma non per scelta tattica, quanto piuttosto per l’infortunio di Meret. Il gigante serbo ha gestito con sicurezza il giropalla da dietro, smistando per i compagni o lanciando lungo a seconda delle dinamiche della partita.

In generale un match di controllo, fino al goal di Ranieri dove non è stato proprio impeccabile. È andato giù in maniera lenta e un po’ goffa, facendosi passare la palla proprio sotto la pancia. Scendere giù velocemente non è il suo forte, e non potrebbe essere diversamente, essendo alto 2 metri. Si riscatta però poco dopo con un paratone su Piccoli, salvando un goal che poteva riaprire pericolosamente una partita dominata.

Beukema, esordio bagnato col goal

L’altra nota positiva è l’esordio di Beukema, l’olandese fortemente voluto da Conte che sostituisce più che degnamente Rrhamani. All’inizio soffre un po’ Kean, poi però prende le misure e cresce minuto dopo minuto. I suoi interventi sono precisi e tempistici e mostra anche una buona propensione alla costruzione del gioco. Poi si spinge in avanti e trova anche la rete dello 0-3 che chiude a tripla mandata la vittoria azzurra. Si poteva chiedere di più?

Hojlund, una macchina da guerra

L’attacco del Napoli con Hojlund cambia pelle: non solo gioco di sponda, ma anche verticalizzazioni per sfruttare la velocità del danese. E lui risponde subito presente: dopo essersi divorato un goal, si fa perdonare con una penetrazione furente e un tocco da biliardo per superare De Gea: un bacino al palo e palla in rete.

Bruciante la sua accelerazione su Pongracic, poi è furbo e mettersi davanti alla palla per impedire l’intervento del difensore e freddo nel fulminare il portiere viola. Una partita di grande spessore, pronto a lottare su ogni pallone e puntare l’avversario ogni volta che può.

Re Mida Conte

Se Conte fosse un sovrano, sarebbe sicuramente re Mida: tutto ciò che tocca diventa oro. Gli esordienti hanno sfoderato prestazioni convincenti: da Milinkovic-Savic a Beukema fino ad Hojlund, lanciato subito nella mischia. Tutti giocatori che ha fortemente voluto e che hanno risposto presente alla chiamata. C’è da attendere ancora l’inserimento di Lucca, ieri ancora poco brillante, ma diamo tempo a re Mida per lavorare anche sul ragazzo e sgrezzarlo.

Il pelo dell’uovo

Quando si vince si riesce a fare una critica più lucida e mirata e ieri, nonostante la sontuosa vittoria, qualche meccanismo si è inceppato nel finale. Gli azzurri hanno arretrato troppo il baricentro, portandosi pericolosamente tanti giocatori in area e perdendo un po’ le distanze tra i reparti. Negli ultimi 20 minuti c’è stato un calo fisiologico, forse sia fisico che mentale, anche perché i nuovi entrati, da Neres ad Olivera, fino a Lucca e lo stesso Elmas, non hanno apportato quella freschezza fisica necessaria per tenere botta. Il Napoli ha un po’ ceduto, subendo goal e rischiando di prenderne altri. Fortunatamente non è successo, ma “martello” Conte sicuramente una tiratina d’orecchie ai suoi la farà, nonostante la vittoria in bello stile da vera big. E ora anche il City, che resta comunque una corazzata, fa un po’ meno paura.

Foto: fotogramma Dazn

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