Milan-Napoli 2-1, gli azzurri dopo quattro vittorie di fila cadono per la prima volta in campionato e lo fanno al cospetto di una squadra ben messa in campo che, con Allegri, ha fatto dell’equilibrio il suo credo calcistico. Una partita strana, dove il Milan ha segnato 2 goal in appena 30 minuti approfittando dello sbandamento difensivo azzurro, orfano di ben 3 titolari. Poi l’espulsione di Estupinan e il rigore di De Bruyne hanno capovolto la partita, ma i partenopei non hanno trovato il colpo del 2-2. Una sconfitta amara, che però non pregiudica il cammino del Napoli di Conte, che quest’anno se la dovrà vedere con molte più avversarie. Abbiamo immaginato di essere nella conferenza stampa di Milan-Napoli, nel corso della quale avremmo voluto porre queste tre domande a Conte.
Milan-Napoli, difesa dimezzata: perché tanti infortuni?
In questo primo mese di stagione c’è un dato che salta agli occhi e che preoccupa: i tanti, troppi infortuni. A partire da quello di Lukaku, si sono susseguiti quelli di Rrhamani, Mazzocchi, Buongiorno (un dejavù!), Spinazzola, Olivera e Neres. Quasi tutti muscolari, un trend che continua rispetto all’anno scorso. La domanda che vorremmo porre a Conte è: da cosa può dipendere questa lunga serie di infortuni a catena e come si possono diminuire?
Juan Jesus-Marianucci era davvero la scelta giusta?
Parlare dopo la partita è facile, ma sinceramente ha destato subito perplessità la scelta della coppia difensiva Juan Jesus-Marianucci. Non per la qualità dei due giocatori: il primo è sinonimo di affidabilità e ha vinto due tricolori del Napoli, il secondo è un giovane di prospettiva sul quale il club ha puntato molto.
I due però non avevano mai giocato insieme, quindi mancava sicuramente l’alchimia difensiva. I dubbi sono soprattutto sull’ex Empoli, catapultato alla sua prima ufficiale con la maglia azzurra nell’inferno di San Siro in una partita così importante, per di più in una difesa incerottata e priva di numerosi titolari. Va fatto anche una discorso tattico: né Juan Jesus né Marianucci sono fulmini di guerra e, con i due terzini come Di Lorenzo e Gutierrez così alti, sono stati esposti a pericolosi uno contro uno in velocità.
Non è un caso che in entrambi i goal ci ha messo lo zampino Pulisic, soprattutto nel primo, quando ha bruciato Marianucci uscito in anticipo in maniera troppo azzardata, denotando la sua scarsa esperienza. Probabilmente Conte ha voluto preservare Beukema, l’unico difensore arruolabile, in vista della partita di Champions contro lo Sporting Lisbona. Tuttavia, a mente lucida, forse sarebbe stato più opportuno puntare su un giocatore già rodato e più rapido, come appunto l’olandese.
Come gestire De Bruyne?
C’è un’ultima questione, forse la più spinosa, che riguarda il “caso” De Bruyne. Al di là del rigore, perfetto, e di pochi lampi, il belga non ha brillato e ha sbagliato qualche appoggio di troppo. Sicuramente è un valore aggiunto per il Napoli e darà il suo preziosissimo contributo ma, al momento, non sembra essere nella migliore condizione. Tra l’altro la sua presenza costringe McTominay ad emigrare sulla fascia sinistra, dove non riesce a incidere come l’anno scorso e dove appare un po’ emarginato dal vivo del gioco.
Conte ha deciso di fare uscire KDB nell’assalto finale passando al 4-3-3. Il belga, che a Manchester aveva accolto la sostituzione senza scenate, ieri non ha fatto nulla per nascondere il suo disappunto, “dribblando” anche Conte all’uscita. Quindi come gestire questa situazione? Conte ha già risposto in conferenza: “Spero che ha reagito male per il risultato, se era per la sostituzione ha sbagliato persona”. Insomma qualche scintilla tra due personalità forti può capitare, starà a Conte e De Bruyne trasformare questa rabbia in energia positiva a partire dal prossimo match contro lo Sporting Lisbona, che mette in palio punti già pesanti soprattutto dopo il ko di Manchester.
