Napoli-Sporting Lisbona 2-1, tornano a suonare le note della Champions League al Maradona e gli azzurri ritrovano la vittoria, non scontata, non banale, di sicuro molto sofferta. I portoghesi, com’è nella loro tradizione, si sono confermati bravi palleggiatori e sono stati in partita fino alla fine. Si vince in 11 e si perde in 11, ma è innegabile che su questa preziosissima vittoria, che regala punti e sorrisi dopo il ko contro il Milan, c’è la firma di tre giocatori in particolare.
Napoli-Sporting Lisbona: la decide “ghiaccio bollente” Hojlund
L’impatto di Hojlund è stato devastante con due goal. Il danese è un giocatore veloce, ma non è esattamente un contropiedista. Eppure ha finalizzato alla grande un contropiede orchestrato magnificamente da De Bruyne, prima con un controllo delizioso di sinistro e poi con un destro mortifero che non ha lasciato scampo a Rui Silva.
La seconda rete è invece da vero falco dell’area, quando ha rubato tempo al difensore e al portiere fiondandosi sul pallone pennellato sempre dal belga per il 2-1 finale. Al di là delle due reti, entrambe di pregevole fattura, il danese ha giocato una partita sontuosa, tenendo su quasi tutti i palloni che gli sono arrivati, anche quelli “sporchi”, per poi “ripulirli” a favore dei compagni. Un danese glaciale sotto porta, ma dai piedi bollenti!
“Picasso” De Bruyne
Il secondo protagonista di giornata è, senza dubbio, Kevin De Bruyne. Dopo le scintille con Conte e qualche critica di troppo, il belga ha sfoderato una grande prestazione, “pennellando” due assist da vero artista del calcio a beneficio di Hojlund. La prima rete nasce dalla sua freddezza in uscita dall’area azzurra, scambiando bene con Anguissa e disegnando un assist preciso al millimetro per il danese, che ha fatto il resto.
Il secondo assist è stata una vera pennellata, in stile “Picasso” sulla testa di Hojlund, che si è avventato rapace su un pallone d’oro realizzando il 2-1. Che il belga fosse un valore aggiunto per la squadra lo si sapeva già, resta da attendere ancora che trovi la migliore condizione per fare ancora meglio.
La sua presenza tende ad isolare un po’ McTominay, anche ieri poco brillante, costretto ad emigrare a sinistra. Sta a Conte trovare la quadra per far giocare insieme i “Fab Four” del centrocampo.
“Saracinesca” Milinkovic-Savic
Nel calcio, con un solo goal di vantaggio, non si può mai stare tranquilli, men che mai in Champions, dove si incontrano sempre squadre di valore. E così la beffa era davvero dietro l’angolo, ma Milinkovic-Savic ha salvato la festa azzurra.
Praticamente inoperoso per tutto il match, fatta eccezione per il rigore di Suarez che l’ha spiazzato, il portiere serbo ha messo la sua firma in calce sulla vittoria azzurra con una “paratissima” nei minuti di recupero su Hjulmand.
È stata una parata “insolita”, nel senso che non è esattamente nelle sue corde. Per essere un portiere alto oltre 2 metri, è andato giù con una velocità quasi innaturale, mettendoci la manona e dicendo no ad un pareggio che sarebbe stato sanguinoso per lo sviluppo della partita.
Adesso testa al Genoa, poiché c’è da rimettersi in marcia subito anche in campionato per tenere i ritmi alti e tornare a fare la voce grossa, per ricordare a tutti che il Napoli è ancora campione d’Italia.
Foto: profilo Instagram SSC Napoli

