Domenica 5 ottobre alle 18:00 si gioca Napoli-Genoa. Gli azzurri vogliono dare continuità alla vittoria in Champions e cercano i 3 punti, mentre i rossoblu cercano riscatto dopo il tonfo interno contro la Lazio. In questo articolo, più che di aspetti tecnico-tattici, parleremo della gemellaggio Napoli-Genoa, uno dei più longevi del calcio italiano, che però è sfumato da qualche anno per incomprensioni tra gli ultrà.
Gemellaggio Napoli-Genoa, com’è nato
Partiamo dal presupposto che Napoli e Genoa sono due città di mare, quindi in tal senso napoletani e genovesi hanno molte caratteristiche in comune. Inoltre, ai tempi della Repubbliche Marinare nel XVI secolo, i marinai genovesi spesso facevano tappa a Napoli, quindi il rapporto si è consolidato già in tempi antichi. È incerta invece l’origine della genovese, piatto tipicamente napoletano ma che si ispira per l’appunto a Genova.
Venendo a tempi un po’ più recenti, il gemellaggio tra Napoli e Genoa nacque, quasi spontaneo, il 16 maggio 1982. Il Napoli, allenato da Rino Marchesi, aveva già in tasca la qualificazione per la Coppa Uefa. Il Genoa invece era in piena lotta per la retrocessione con Milan, Bologna e Cagliari.
All’allora San Paolo si affrontarono Napoli e Genoa, ma in realtà ai tifosi napoletani interessava poco quella partita. Più che altro, attendevano la clamorosa retrocessione del Milan, squadra che non ha mai goduto di ampie simpatie all’ombra del Vesuvio.
Gli azzurri stavano conducendo 2-1 sui rossoblu, risultato che avrebbe condannato il Genoa alla B. Il Cagliari era salvo col pari contro la Fiorentina, mentre il Bologna, sotto con l’Ascoli, era con un piede in serie B. Il Milan, sotto di 2-0 contro il Cesena, ribaltò il risultato portandosi sul 3-2.
Quei risultati avrebbero condannato il Genoa, che si sarebbe potuto salvare solo con un pari e condannare il Milan alla B. Neanche tanto velatamente, in un clima surreale i napoletani iniziarono a tifare per il Genoa e così Mario Faccenda, nativo di Ischia, trovò il goal del 2-2 a 5 minuti dalla fine. Missione compiuta: Genoa salvo e Milan sprofondato incredibilmente in serie B. Napoletani e genoani si unirono in un unico abbraccio, dando vita ad un gemellaggio duraturo.
La doppia promozione in serie A
Quel gemellaggio durò, solido e duraturo, per anni e trovò la sua apoteosi il 10 giugno 2007. Allo stadio Marassi Genoa e Napoli si affrontano in serie B nell’ultima partita che avrebbe decretato la promozione in A. Tuttavia il Genoa, terza proprio dietro Napoli e Juventus, avrebbe potuto essere promossa direttamente se fosse riuscita a mantenere 10 punti di vantaggio sul Piacenza, senza passare per le forche caudine dei playoff.
Ebbene il Piacenza non andò oltre l’1-1 contro la Triestina quindi il Genoa mantenne i 10 punti di vantaggio e, quando arrivò la notizia del triplice fischio finale, al Marassi scoppiò il delirio. I tifosi invasero il campo, sottraendo ai giocatori magliette e pantaloncini. In campo gli stessi giocatori si lasciarono andare a gesti di giubilo, con Sosa che addirittura abbracciò un calciatore genoano, tant’è che dovette intervenire addirittura l’arbitro Rocchi per riportare in campo una parvenza di regolarità.
Dopo un paio di sospensioni per invasione di campo, Rocchi gettò la spugna e fischiò il triplice fischio finale che mandò nel paradiso della A Napoli e Genoa, con mega-festa da parte di entrambe le tifoserie sul prato di Marassi.
Perché è finito il gemellaggio?
Ma perché un gemellaggio così solido è improvvisamente finito? Per rispondere bisogna risalire al 26 dicembre 2018, quando ci furono degli scontri violentissimi tra gli ultrà interisti e quelli napoletani per le vie di Milano. In quello scenario da Far West urbano perse la vita Daniele Belardinelli, ultrà del Varese, giunto a Milano per assistere alla partita Inter-Napoli.
I tifosi genoani successivamente esposero uno striscione, in occasione della sfida casalinga contro l’Inter: “Ricordiamo un ultras scomparso, RIP Dede”, in onore proprio di Belardinelli. Gli ultrà del Napoli interpretarono quello striscione come un tradimento, così gruppi organizzati della Curva A e la Curva B rilasciarono il seguente comunicato: “Gli ultras del Napoli delle due Curve comunicano ufficialmente rotto il vecchio rapporto con i genoani. Questa improvvisa e persistente solidarietà verso una tifoseria che ci ha teso un vile agguato senza nemmeno farsi carico di chiedere come stessero i ragazzi gemellati coinvolti negli scontri. Non condividiamo questa linea di tendere le mani ed abbracciare compagini nemiche colpevoli di aver tolto la vita a dei nostri fratelli di viaggio”.
I rapporti erano già tesi da un po’ di tempo, in quanto i genoani stavano intessendo rapporti con gli ultrà laziali e udinesi, per nulla amici degli ultrà napoletani. Dopo 37 anni dunque, lo storico gemellaggio tra Napoli e Genoa si interruppe bruscamente.
Va detto che i tifosi napoletani e genoani, estranei alle logiche ultrà, hanno continuato a mantenere un rapporto più che civile, infatti non è raro vedere supporter delle due squadre, seduti vicini, tifare serenamente per la propria compagine. Tra Napoli e Genoa persiste dunque un’amicizia, magari meno esplicita di prima, forse il lascito di un gemellaggio logorato e ormai sfumato, ma non cancellato del tutto.


