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Napoli-Inter, match della verità: le 3 mosse che faremmo noi se fossimo Conte

Fiorentina-Napoli Conte

Sabato 25 ottobre alle 18:00 si gioca Napoli-Inter, un vero spartiacque per la stagione azzurra. In caso di vittoria si può parlare di rinascita, in caso di sconfitta si aprirebbe un baratro sotto i piedi dei partenopei. Il timone azzurro è nelle mani di Conte, il timoniere che l’anno scorso guidò il vascello azzurro verso l’inattesa meta del tricolore, e che adesso ha il compito di salvarlo dalla tempesta e ricondurlo in acque più sicure.

Ma, poiché quello italiano è un popolo di santi, poeti, navigatori e allenatori, abbiamo fatto un giochino: ci siamo messi nei panni di Antonio Conte e abbiamo pensato a 3 possibili mosse che possono ridestare il Napoli dal torpore in cui sembra essere caduto nelle ultime settimane.

Napoli-Inter, rimettere Meret in porta

Partiamo dal portiere, forse il ruolo più delicato di una squadra di calcio. Meret, come un ferro vecchio, dopo qualche partita da titolare, tra l’altro senza sfigurare, è stato spedito in panchina dove rischia di “ammuffire”. Si tratta di un portiere molto “umorale”, che ha bisogno di fiducia per rendere al massimo. Finire in panchina senza colpe particolari, a beneficio di Milinkovic-Savic, non è esattamente il massimo della fiducia.

Nulla contro Milinkovic-Savic, che a parte la “Waterloo” di Eindhoven si è disimpegnato abbastanza bene, ma non bisogna dimenticare che Meret è il portiere dei due scudetti del Napoli ed è nel giro della Nazionale. È un patrimonio da non svalutare, anche perché secondo radiomercato Milan e Inter avrebbero già chiesto informazioni. Sarebbe delittuoso accorgersi quanto valga qualcosa (o qualcuno) solo dopo averlo perso. Contro l’Inter noi, al posto di Conte, affideremmo la maglia da titolare a Meret.

4-1-4-1? No, grazie, meglio il 4-3-3

Il 4-1-4-1 è il vestito tattico che Conte ha cucito addosso alla squadra per inserire De Bruyne, mandando in soffitta il tanto amato 4-3-3. Il modulo, finora, non ha reso granché e ha determinato il dirottamento di McTominay a sinistra, dove appare fuori dal gioco. Inoltre, con questo modulo, il gioco del Napoli si sviluppa quasi interamente sulla catena di destra, risultando a tratti prevedibile, mentre a sinistra ci si affida alle iniziative solitarie di Spinazzola, spesso isolato, senza che ci sia un’idea di gioco precisa.

Il 4-3-3 è il modulo consolidato da anni a Napoli, con il quale si sono vinti 2 scudetti. Certo non è solo una questione di modulo, ma forse riprendere meccanismi oliati e consolidati e restituire certezze ai giocatori è il primo passo per farli rendere al meglio.

Lobotka infortunato, e se De Bruyne…

L’assenza di Lobotka pesa come un macigno e purtroppo Gilmour, al momento, sembra tra quelli in maggiore confusione tattica. Quindi, se fossimo in Conte, proveremmo a fare una sorta di esperimento: De Bruyne in cabina di regia. Un rischio? Al massimo un azzardo, ma stiamo parlando comunque di uno dei migliori centrocampisti europei degli ultimi 10 anni, che tra l’altro ha ricoperto quel ruolo qualche volta a Manchester. Come mezzala sembra un corpo estraneo, quindi sarebbe un’esperimento interessante quanto meno da provare.

Certo, sarebbe più lontano dalla porta e quindi avrebbe meno possibilità di sfornare assist preziosi, ma in compenso giocherebbe più palloni e sarebbe più nel vivo del gioco, con la possibilità comunque di incidere con i suoi velenosi calci piazzati. E tu, se fossi Conte, che tipo di mosse faresti?

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