Napoli-Inter 3-1, gli azzurri come l’araba fenice rinascono dalle ceneri di Eindhoven. Avvoltoi neri già volteggiavano sopra quella che, sembrava la carcassa del Napoli, che invece ha dimostrato di essere vivo e vegeto dopo il tracollo in Champions contro il PSV. Unica nota stonata il grave infortunio di De Bruyne, che probabilmente starà fuori dai campi per un po’.
Napoli-Inter 3-1, il film della partita
I primi minuti sono di studio, ma al 14′ Spinazzola rischia il patatrac offrendo involontariamente un pallone d’oro a Lautaro, ma la sua conclusione viene neutralizzata da un Milinkovic-Savic attento. L’equilibrio si spezza al 31′, quando De Bruyne trasforma dal dischetto un rigore concesso per un contatto in area tra Di Lorenzo e Mkhitaryan. I sorrisi per la rete durano poco, poiché il belga si infortuna gravemente proprio trasformando il rigore. Fuori De Bruyne dentro Olivera, con avanzamento sull’out di sinistra per Spinazzola e ritorno al 4-3-3 puro. L’Inter si rende pericolosa più volte, ma il Napoli regge con un po’ di fortuna.
Nel secondo tempo il copione tattico non cambia: Inter all’attacco e Napoli pronto a colpire in contropiede. E proprio su una ripartenza gli azzurri trovano il raddoppio: lancio perfetto di Spinazzola a tagliare la difesa nerazzurra per McTominay, che con un perfetto destro a incrociare batte Sommer facendo esplodere il Maradona.
Al 58′ però Buongiorno commette un’ingenuità: salta in maniera scomposta in area toccando il pallone con la mano, Mariani richiamato al VAR decreta il rigore. Dal dischetto va lo specialista Calhanoglu che realizza. Inter di nuovo all’attacco, ma al 66′ Anguissa, con una galoppata delle sue, si porta a spasso mezza difesa nerazzurra, manda al bar un paio di difensori e insacca con un sinistro di rara bellezza e potenza. Il Napoli a quel punto chiude tutti i varchi e porta a casa 3 punti preziosissimi che lo proiettano di nuovo in vetta alla classifica in solitaria.
Conte contro tutti: bordate a Lautaro e Marotta
Una partita ad altissima tensione dove c’è stato di tutto, compreso un durissimo faccia a faccia a distanza tra Conte e Lautaro. Tra i due ai tempi dell’Inter già c’era stato un pesante screzio, quando il tecnico rimbrottò duramente l’argentino per la sua reazione dopo averlo richiamato in panchina. I due “simularono” la pace con un finto incontro di boxe, ma è evidente che qualche scoria è rimasta. Lo scontro verbale è scoppiato dopo un altro battibecco tra Conte e Dumfries, provocando la reazione dell’olandese. L’attaccante argentino si è rivolto a Conte con gesti inequivocabili e l’allenatore ha risposto per le rime in un contesto poco “oxfordiano”.
Ma le storie tese sono continuate dopo nel post-partita, quando Marotta si è presentato ai microfoni per lamentarsi di quello che ha definito un “rigorino”, che a sua modo di vedere ha indirizzato la partita. Il tecnico azzurro ha risposto per le rime, sostenendo che devono essere gli allenatori a parlare di campo, non i dirigenti.
Insomma, una partita ad altissima tensione dove davvero non è mancato nulla. Ciò che conta è che il Napoli è risorto e può mettersi alle spalle la figuraccia di Eindhoven. Il messaggio è chiaro: non sarà facile scucire lo scudetto dalle maglie azzurre e chiunque vorrà farlo dovrà fare i conti con la truppa di Antonio Conte.
Foto: profilo Facebook SSC Napoli

