Napoli-Como 0-0. Una partita complicata per gli azzurri, al cospetto di una gran bella squadra che gioca un calcio “europeo”, offensivo e che ti fa correre spesso a vuoto. Forse la peggiore formazione per un Napoli stanco, incerottato e a tratti sulle gambe. Chiaramente la speranza dei tifosi era vedere un Napoli vincente, ma non si può vincerle tutte e bisogna considerare lo stato psico-fisico mentale dei giocatori, reduci da un tour de force molto impegnativo, che non è ancora finito e che vede all’orizzonte stagliarsi le ombre minacciose dell’Eintracht Francoforte e del Bologna.
Napoli-Como 0-0, un punto guadagnato o due punti persi?
“Quando non puoi vincere, devi provare a non perdere” – una massima antica del calcio che fa parte del vademecum calcistico di Conte, allenatore pragmatico ed esperto. Ebbene ieri il Napoli non aveva la forza di vincere questa partita, quindi è stato bravo a reggere l’onda d’urto del Como, gran bella squadra che ha già messo sotto la Juve e che farà soffrire molte squadre quest’anno.
Ecco perché, alla luce di quanto visto ieri sera, questo è un punto guadagnato. Sarà un campionato estremamente livellato, che si combatterà punto a punto. Sarà difficile vedere una squadra prendere il largo, perciò il punto conquistato ieri contro un ottimo Como ce lo teniamo stretto, in attesa che alcuni giocatori chiave ritrovino la loro forma migliore.
Cosa ha funzionato?
Nelle ultime 3 partite il Napoli ha subito un solo goal, tra l’altro su rigore, contro l’Inter. Segnale di una difesa finalmente ritrovata, dopo un inizio di stagione dove il “clean sheet” era purtroppo merce rara. Bentornato ad Amir Rrhamani, che ha dato equilibrio e compattezza ad una difesa fin troppo svagata. È un po’ come l’Albiol di Sarri: poco appariscente, poco elegante, ma fondamentale nel reparto difensivo per tenere la linea alta.
Benissimo anche Milinkovic-Savic. Il portiere serbo “ne ha fatta un’altra delle sue”, ricacciando in gola l’urlo del goal dei comaschi e ipnotizzando dal dischetto anche Morata, mai troppo amato in quel di Napoli per i suoi trascorsi juventini e per qualche vecchia ruggine col popolo partenopeo.
Positive anche le prestazioni dei subentranti, Elmas e Gutierrez. Il primo ha giocato in un ruolo inedito, play di centrocampo, arginando le offensive dei lariani e proponendosi laddove possibile. Il secondo, proprio come contro il Lecce, è entrato con grande spirito: qualche sovrapposizione, tanta quantità e un tiro coraggioso che stava per trasformarsi in jolly. Da segnalare anche il ritorno di Lobotka negli ultimi minuti, un’ottima notizia in vista delle prossime partite prima della pausa per le Nazionali.
Cosa non ha funzionato?
Tra gli aspetti negativi, in primis, l’ennesimo infortunio, questa volta di Gilmour, al quale si è affiancata l’uscita di Spinazzola sceso in campo non al meglio. La condizione fisica è, se non preoccupante, quanto meno deficitaria.
In attacco il Napoli ha costruito poco, troppo poco. Solo un tiro nella porta, di Politano, che non ha con il goal un rapporto proprio idilliaco. Maluccio Hojlund: è vero che ha avuto pochi palloni giocabili, ma quei pochi non è riuscito a mantenerli per far salire la squadra. Lo stesso danese deve recuperare dall’infortunio e riprendere confidenza col campo.
Non incide, nemmeno stavolta, Lang. Non crea la superiorità numerica, non salta l’uomo e sembra a tratti indolente. Ci si aspetta sicuramente di più da lui: se pretende di giocare, deve dare a Conte un motivo.
In conclusione poteva andare peggio e ci teniamo stretto questo punto, che ci consente comunque di mantenere il primato in attesa delle sfide domenicali Verona-Inter e del big match Milan-Roma.
Foto: profilo Instagram SSC Napoli
