Domenica 7 dicembre alle 20:45 si gioca Napoli-Juventus, che non sarà mai una partita come le altre. Gli azzurri devono difendere il primo posto, mentre i bianconeri hanno necessità di punti per riavvicinarsi alla zona Champions. Sarà una partita vibrante, come lo sono state tutte le altre in passato. Per l’occasione abbiamo scavato nella memoria e abbiamo tirato fuori 5 “cimeli”, 5 precedenti di questo match che, in un modo o nell’altro, hanno fatto la storia.
Napoli-Juventus 4-3, quando si capì che il Collana era troppo piccolo
Una delle partite più memorabili tra Napoli e Juventus fu quella che si giocò il 20 aprile 1958 allo stadio Collana, al Vomero. Fu una partita per certi versi folle, non solo per il pirotecnico risultato, ma anche perché lo stadio Collana stava per “esplodere”, letteralmente. L’impianto poteva contenere circa 8.000 persone, ma sugli spalti ce n’erano molte di più, chi alzato, chi seduto, chi accovacciato a bordo campo.
Il Napoli si portò subito avanti con Vinicio, detto “‘o lion”, facendo esplodere lo stadio. Il primo tempo finì 2-1 per gli azzurri, poi nella ripresa un susseguirsi di gol e di emozioni portò il risultato sul 3-3. Proprio nel finale arrivò il gol-vittoria di Bertucco, che fece esplodere il Collana. Il presidente Achille Lauro fu portato in trionfo, ma si capì che il Collana era troppo piccolo per contenere una tale passione e infatti l’anno dopo fu inaugurato il San Paolo, oggi Maradona.
Il gol impossibile di Maradona che sfidò le leggi della fisica
Il 3 novembre si giocò un Napoli-Juventus che regalò alla storia del calcio una punizione “impossibile”, quella segnata da Maradona facendo passare il pallone dove non c’era spazio, stravolgendo completamente le leggi della fisica.
Un gol che avrebbe potuto non vedere mai la luce del sole, come raccontato da Pecci. L’ex centrocampista non voleva toccare il pallone a Maradona, dicendogli che non c’era spazio per far passare il pallone. El Pibe de oro invece lo tranquillizzò: “Tanto gli faccio gol lo stesso”. Sappiamo benissimo come andò a finire, con la palla in fondo al sacco e Tacconi che si schiantò contro il palo: una punizione rimasta nella storia che regalò la vittoria a quel Napoli che l’anno dopo avrebbe vinto lo scudetto.
La notte magica di Cavani
Il 9 gennaio 2011 si giocò Napoli-Juventus, una partita dove il vero mattatore della serata fu Edinson Cavani. L’uruguayano in quel periodo era una sentenza e infatti castigò la Juve con tre gol di rara bellezza. Quel Napoli sognava lo scudetto, ma i tempi non erano maturi, tuttavia quella serata resterà indelebile nella memoria di molti tifosi, ma soprattutto del Matador.
Il manifesto della Grande Bellezza del Napoli di Spalletti
Se c’è una partita che ha rappresentato il manifesto della Grande Bellezza del Napoli di Spalletti, che sarà rivale per la prima volta domenica prossima proprio sulla panchina bianconera, è Napoli-Juventus 5-1 del 13 gennaio 2023. Per gli azzurri andarono a segno due volte Osimhen, Kvaratskhelia, Rrhamani ed Elmas e quel match mandò un segnale chiaro a tutte le rivali: quell’anno nessuno avrebbe potuto fermare quel Napoli fenomenale.
Napoli-Juventus 2-1, la “remuntada” che lanciò gli azzurri verso il quarto scudetto
Venendo a tempi più recenti, altra partita importantissima è stata Napoli-Juventus 2-1 della passata stagione, giocata il 25 gennaio 2025. Gli azzurri si stavano giocando lo scudetto punto a punto con l’Inter e la sfida con la Juve rappresentava uno snodo cruciale.
I bianconeri a fine primo tempo si portarono in vantaggio con Kolo Muani. Nella ripresa però il Napoli giocò uno dei secondi tempi più belli dell’era Conte: arrivò il pareggio con Anguissa, poi il gol vittoria di Lukaku su rigore. Una vittoria fondamentale, considerando che il Napoli conquistò lo scudetto proprio con un punto di vantaggio sull’Inter.

