Il Napoli si ferma, sì. Ma lo fa in piedi, con dignità, con carattere.
Dopo quattro vittorie consecutive, arriva un pareggio interno che lascia amaro in bocca, perché il 2-2 contro l’Hellas Verona matura al termine di una partita folle, storta, complicata, rimessa in piedi con orgoglio da una squadra che non ha mai smesso di crederci.
Il Maradona spinge, canta, soffre. Il Napoli risponde, soprattutto nella ripresa. Ma il primo tempo pesa come un macigno.
Primo tempo da incubo: Verona cinico, Napoli punito
Il Napoli parte con il possesso palla, come da copione. Il Verona aspetta basso, compatto, pronto a colpire. E colpisce alla prima vera occasione. Minuto 16: contropiede secco, cross teso di Niasse e colpo di tacco di Frese. Un gesto tecnico tanto bello quanto doloroso. 0-1 e silenzio gelido al Maradona.
Gli azzurri accusano il colpo. Provano a reagire, ma la manovra è lenta, spesso verticale, facile da leggere per la difesa gialloblù. Al 27’ arriva anche il raddoppio: rigore dopo lungo check VAR per tocco di mano di Buongiorno. Orban non sbaglia. 0-2.
Il Napoli è nervoso, poco lucido. Qualche occasione c’è, soprattutto con McTominay e Hojlund, ma il Verona chiude tutto. Si va all’intervallo sotto di due gol, tra fischi e mugugni, ma anche con la sensazione che la partita non sia finita.
Secondo tempo: un altro Napoli
Nella ripresa entra in campo un Napoli diverso. Più intenso, più alto, più feroce. Lang diventa un fattore costante sulla sinistra. Al 54’ arriva il gol che riapre tutto: corner di Lang, McTominay salta più in alto di tutti e insacca. 1-2. Il Maradona esplode.
Da lì è un assedio continuo. Il Verona si abbassa sempre di più. Il Napoli spinge, crea, segna. Al 72’ Hojlund trova il gol del pari, ma il VAR annulla per un tocco di mano nel controllo. Poco dopo altro gol annullato, questa volta a McTominay per fuorigioco. Sembra una serata maledetta.
Ma questo Napoli non molla.
Di Lorenzo capitano vero: 2-2 e speranza
All’82’ arriva il meritato pareggio. Cross di Marianucci, inserimento perfetto di Giovanni Di Lorenzo, che attacca il primo palo da attaccante vero e batte Montipó. 2-2. Il capitano trascina tutti, lo stadio è una bolgia.
Nel finale il Napoli ci prova in ogni modo, ma la stanchezza si fa sentire. Il Verona perde tempo, gestisce, rischia anche qualcosa in contropiede. Dopo sette minuti di recupero, Marchetti fischia la fine.
Un punto che lascia rabbia, ma anche segnali forti
Il pareggio interrompe la striscia di vittorie, ma non cancella quanto di buono visto nella ripresa. Il Napoli ha dimostrato carattere, personalità, voglia. Rimontare due gol a una squadra chiusa e organizzata non è scontato.
Restano i rimpianti per un primo tempo approcciato male e per alcune decisioni VAR che hanno fatto discutere. Ma resta anche un Maradona che applaude, perché questa squadra, anche nei momenti difficili, ci mette l’anima.
La corsa continua. Il Napoli è vivo. E questo, per chi ama questi colori, conta più di tutto.


