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Le pagelle di Genoa-Napoli: Vergara prestigiatore, De Bruyne “affamato”

Una partita complicata per il Napoli, che è però riuscita a portarla a casa con esperienza e una maggiore qualità. De Bruyne e Vergara, subentrati dalla panchina, hanno apposto la loro firma su una vittoria preziosa che consente ai partenopei di partire col piede giusto. Ecco le nostre personali pagelle.

MERET: Pronti via, dopo pochi minuti regala un pallone sanguinoso a Vitinha che, come il sergente Werner Rachtman di Bastardi senza gloria, “rispettosamente rifiuta” l’omaggio e spara a lato. Diciamo che coi piedi garantisce la stessa affidabilità della circumvesuviana all’ora di punta. Per il resto un paio di parate semplici e un’uscita non bella ma efficace nella ripresa. Nonostante le tante critiche, a distanza di anni è ancora lui il portiere titolare del Napoli. 5,5: BRIVIDO.

DI LORENZO: Il capitano tiene botta nel primo tempo, proponendosi in avanti e cercando di creare la sovrapposizione giusta sulla destra con Politano. Cresce nella ripresa, trovando più spazio grazie alla vivacità di Vergara. 6,5: VINO D’ANNATA.

RAFA MARIN: Follia è fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi. Se l’anno scorso Conte ha bocciato Rafa Marin, non si capisce perché quest’anno dovrebbe cambiare qualcosa. Lo spagnolo ha palesato gli stessi limiti di quando è arrivato: sbaglia un appoggio che poteva costare caro e soffre Colombo. Rafa Marin non fa rima con serenità. 5,5: DEJA VU.

RRHAMANI: Meno male che Amir c’è. Il kosovaro mette la museruola a un peperino come Colombo e in generale regge la difesa nel primo tempo, quando gli attacchi del Genoa sono più insistenti. Un giocatore imprescindibile. 6,5: CONTRAEREA.

SPINAZZOLA: Il buon vecchio Spina gioca terzino sinistro, quindi parte più dietro e fa più fatica ad affacciarsi in avanti, soprattutto nel primo tempo. Fa una giocata folle appoggiando in area di rigore anziché spazzare, spalcando quasi le porte del gol al Genoa. Nella ripresa si fa vedere di più in avanti, ma raramente riesce a essere incisivo. 5,5: KAMIKAZE.

LOBOTKA: Lobo è un po’ come il vecchio saggio del paese: sai che lo ritroverai sempre fuori al bar della piazza a dispensare consigli e una parola buona per tutti. Nel primo tempo dà una grande mano in fase di contenimento e nella ripresa fa girare il pallone con maestria, dettando tempi e direzione del gioco. 6,5: MR MIYAGI.

ANGUISSA: In un centrocampo largo e sfilacciato, Frank fa molta fatica, sia in fase di contenimento che di costruzione. Forse gli manca ancora il fiato, o forse deve trovare ancora la giusta collocazione in questo nuovo Napoli. Sostituito nella ripresa. 5,5: SPAESATO.

MCTOMINAY: Ci mette un po’ a carburare, ma piano piano entra in partita e, pur non essendo molto appariscente, fa un lavoro oscuro prezioso. Cresce lui e, non a caso, cresce anche il Napoli nella ripresa. 6,5: DIESEL.

POLITANO: Cerca soprattutto lo scambio con Di Lorenzo e qualche volta ci riesce pure, senza però mai creare situazioni oggettivamente pericolose. Ci prova, ma le sue iniziative si rivelano piuttosto sterili. 5,5: EFFETTO PLACEBO.

HOJLUND: Forse è l’azzurro più in difficoltà. Magari la condizione fisica non è al meglio, infatti perde tutti i duelli con Ostigard, ma in realtà è anche troppo isolato e i compagni sono troppo lontani per sostenerlo. Ha una mezza occasione, ma arriva tardi all’appuntamento col gol. 5,5: LOST.

ALISSON: Il brasiliano, soprattutto nel primo tempo, è l’unico che mette un po’ di mette nella manovra azzurra. Un paio di cross interessanti e una conclusione insidiosa. Il cambio sorprende un po’, ma alla fine si rivela vincente. 6,5: SCOSSA.

DE BRUYNE: Ha voglia e fame, magari per riscattare la stagione scorsa frenata dall’infortunio, e infatti vuole tutti i palloni che transitano a centrocampo. Di forza e di cazzimma pura va a segnare il gol dello 0-1, mandando per le terre un Vasquez un po’ troppo molle. In questa stagione potrà essere determinante, anche partendo dalla panchina. 7,5: VENI, VIDI, VICI.

VERGARA: Per scardinare la difesa genoana serviva una giocata estemporanea per rompere gli schemi. Detto, fatto: ci ha pensato il ragazzo di Frattaminore a far saltare il banco con un tacco intelligente quanto delizioso tecnicamente e spianare a KDB la strada del gol. Poi si toglie anche la soddisfazione di segnare la rete dello 0-2. E non provate a togliergli quel gol, la palla sarebbe entrata comunque anche senza l’intervento di Otoa! 7,5: THE PRESTIGE.

LANG: Da mesi ha la valigia pronta, però va detto che quando viene lanciato in campo fa la sua parte. Un giocatore diverso rispetto alla passata stagione: più presente e dentro la partita. Fa sempre la giocata giusta, senza forzare e strappando al momento giusto. Uno così, potrebbe anche essere utile alla causa Napoli. 6,5: LAST CALL.

LUCCA: Vale più o meno lo stesso discorso di Lang. Entra con l’approccio giusto e con umiltà, difende palloni importanti e fa un lavoro sporco e prezioso in occasione del gol dello 0-2. Vedremo se resterà in questi ultimi giorni di mercato. 6,5: MASTRO GEPPETTO.

OLIVERA: Subentra a Marin messo ko dai crampi, gestendo senza difficoltà gli ultimi minuti. Un jolly difensivo prezioso. 6: PILOTA AUTOMATICO.

ALLEGRI: Nei primi 35 minuti il Napoli soffre e sbanda, ma in qualche modo non esce mai fuori strada. Nella ripresa fa cambi mirati e intelligenti e la vince grazie alla maggiore qualità in panchina. Forse l’aveva pensata proprio così: difesa ferrea nel primo tempo, per poi uscire fuori nella ripresa con la qualità quando il Genoa sarebbe crollato. Diavolaccio di un Max! 7: GIOCATORE DI SCACCHI.

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