Il sorteggio di Montecarlo per la Champions League 2026/27 ha tracciato un percorso per il Napoli che profuma di storia e voglia di riscatto. Se il nuovo formato a girone unico impone di guardare avanti, i nomi usciti dall’urna costringono inevitabilmente a voltarsi indietro. Per la squadra di Allegri, la qualificazione alle fasi calde passerà per una serie di incroci contro club che, nel bene e nel male, hanno segnato le tappe del cammino europeo dei partenopei negli ultimi decenni.
Tabù inglese: la beffa dell’Arsenal e l’ostacolo City
Le sfide contro le big della Premier League sono quelle che caricano l’ambiente di maggiore tensione, visti i precedenti agrodolci. Il Manchester City evoca il ricordo della prima storica vittoria in Champions del Napoli di Mazzarri (2-1 al San Paolo), ma resta un’eccezione in un bilancio che pende a favore degli inglesi, vittoriosi in tre dei restanti quattro incontri, incluso il 2-0 dello scorso anno segnato dall’espulsione di Di Lorenzo. Ancora più amaro è il ricordo dell’Arsenal: i tifosi non hanno dimenticato la clamorosa eliminazione del 2013, quando il Napoli fu la prima squadra nella storia a uscire dal girone nonostante i 12 punti conquistati. A questo si aggiunge l’eliminazione del 2019 ai quarti di Europa League sotto la gestione Ancelotti, rendendo i Gunners una vera e propria “bestia nera” da sfatare al Maradona.
Equilibrio spagnolo e la “scossa” di Sarri contro il Bruges
Se l’Inghilterra spaventa, i precedenti con altre avversarie offrono spunti più incoraggianti ma pur sempre equilibrati. Con il Villarreal regna una parità assoluta: in sei incroci si contano due vittorie per parte e due pareggi, con l’ultimo scontro (2015/16) che premiò gli spagnoli nel playoff di Europa League. Sorride invece il ricordo del Club Brugge: proprio contro i belgi, nella fase a gironi del 2015, il Napoli di Sarri rifilò un iconico 5-0 che segnò l’inizio di un’era tattica indimenticabile. Quella goleada resta un punto di riferimento per Allegri, che ospiterà i belgi cercando di replicare quel dominio per blindare la classifica.
Dalle notti degli anni ’70 alle frontiere inedite
Il sorteggio ha pescato anche nel passato più remoto del club. Il Napoli ritroverà i norvegesi del Bodo/Glimt, un avversario che manca dai radar azzurri dalla stagione 1976/77: in quell’occasione, nel primo turno della Coppa delle Coppe, i partenopei si imposero sia all’andata che al ritorno. Se il Bodo rappresenta un ritorno al passato, le sfide contro i norvegesi del Viking e gli azeri del Sabah saranno invece dei debuttati assoluti. In un girone dove la storia pesa come un macigno, queste gare inedite rappresentano per Di Lorenzo e compagni l’occasione di scrivere nuove pagine bianche, cercando i punti necessari per evitare le insidie dei playoff e puntare dritti alla top 8.
