# Gli Anni Settanta (1970-1979): Il Calcio Totale di Luís Vinício e la Coreografia del Cuore URL canonico: https://www.tifosidelnapoli.it/2026/05/27/gli-anni-settanta-1970-1979-il-calcio-totale-di-luis-vinicio-e-la-coreografia-del-cuore/ Versione LLM: https://www.tifosidelnapoli.it/llm/2437/gli-anni-settanta-1970-1979-il-calcio-totale-di-luis-vinicio-e-la-coreografia-del-cuore/ Data di pubblicazione: 27 Maggio 2026 Data ISO: 2026-05-27T15:47:05+02:00 Fonte: TifosidelNapoli.it Testata: TifosidelNapoli.it Tipo contenuto: notizia giornalistica Sezione: Storia del Napoli Argomento: Bruscolotti ## Sintesi
Il quinto capitolo del Centenario ci porta negli anni della rivoluzione. Mentre il mondo cambia marcia tra radio libere e pantaloni a zampa, il Napoli scopre la modernità calcistica. Con il ritorno di Luís Vinício in panchina, Fuorigrotta si innamora del "calcio totale" all'olandese. È l'era del record di abbonamenti, della seconda Coppa Italia e del mito di Beppe Bruscolotti, per tutti "Pal' 'e fierro".
## Articolo ## **Il quinto capitolo del Centenario ci porta negli anni della rivoluzione. Mentre il mondo cambia marcia tra radio libere e pantaloni a zampa, il Napoli scopre la modernità calcistica. Con il ritorno di Luís Vinício in panchina, Fuorigrotta si innamora del “calcio totale” all’olandese. È l’era del record di abbonamenti, della seconda Coppa Italia e del mito di Beppe Bruscolotti, per tutti “Pal’ ‘e fierro”.** Se gli anni Sessanta erano stati l’epoca dei colpi di teatro e del romanticismo un po’ fatalista, gli anni Settanta rappresentano per il Napoli il decennio dell’avanguardia. La città vive una stagione di enorme fermento culturale e musicale (sono gli anni del _Neapolitan Power_ di Pino Daniele e dei Napoli Centrale), e il San Paolo si trasforma in un catino ribollente di passione organizzata. Nascono i primi storici gruppi ultrà, e il tifo diventa una coreografia del cuore che stupisce l’Europa. A dare un’identità rivoluzionaria a questo popolo sul rettangolo verde ci pensa un vecchio amico che a Napoli aveva già ruggito da leone. ## 1973: La rivoluzione di “’O Lione” sulla panchina azzurra Nel 1973 il presidente Corrado Ferlaino affida la panchina a **Luís Vinício**. Da calciatore era stato un centravanti implacabile, da allenatore si rivela un visionario. Folgorato dal gioco espresso dall’Olanda di Johan Cruijff, Vinício decide di importare a Napoli il **“calcio totale”**: marcatura a zona, pressing alto, terzini che attaccano e raddoppi continui. In un’Italia calcistica ancora dominata dal catenaccio difensivo, il Napoli di Vinício è un UFO. La squadra gioca a memoria, diverte e si diverte. Il San Paolo diventa lo stadio più spettacolare del paese. Trascinati dalle geometrie di Andrea Rampanti e dalla classe dell’ala svedese **Hasse Jeppson** (un altro svedese d’oro, Kurt Hamrin, aveva appena salutato), gli azzurri giocano un calcio celestiale. ## 1975: Lo Scudetto sfiorato e il gol del “Core ‘ngrato” Il capolavoro tattico di Vinício si compie nella stagione **1974/75**. Il Napoli vola, trascinato dai gol del brasiliano **Sergio Clerici**, soprannominato _il Gringo_, un centravanti moderno che apre gli spazi e punisce i portieri avversari, e dalle giocate del fantasista Giorgio Braglia. Il Napoli si gioca lo Scudetto faccia a faccia con la Juventus. Il 6 aprile 1975, allo Stadio Comunale di Torino, va in scena la partita del secolo. Il Napoli domina il gioco, ma a pochi minuti dalla fine, sul punteggio di 1-1, accade il dramma sportivo: entra in campo l’ex idolo **José Altafini**, proprio lui, e con un colpo di testa fulmineo segna il 2-1 per i bianconeri. La Juventus vince la partita e, successivamente, il campionato per soli due punti. A Napoli resta l’amarezza per un sogno accarezzato, ma anche l’orgoglio di aver mostrato il calcio più bello d’Italia. Da quella notte, Altafini sarà per sempre _“Core ‘ngrato”_. ## 1976: La Seconda Coppa Italia e il trionfo internazionale Il riscatto per i ragazzi di Vinício non tarda ad arrivare. Nella stagione successiva, il Napoli concentra le sue forze nelle coppe. Il **29 giugno 1976**, in un Olimpico di Roma colorato interamente d’azzurro, il Napoli schianta l’Hellas Verona per 4-0 nella finale di **Coppa Italia**, conquistando il secondo trofeo nazionale della sua storia. A sbloccare il match è un autogol di Ginulfi, seguito dalle reti di Braglia, Savoldi e l’idolo locale targato Napoli. Pochi mesi dopo, nel settembre del 1976, il Napoli scrive una pagina storica anche in campo internazionale. Nella doppia finale della **Coppa di Lega Italo-Inglese**, gli azzurri affrontano il Southampton: dopo aver perso 1-0 in Inghilterra, al San Paolo il Napoli ribalta tutto con un leggendario 4-0, alzando al cielo il suo primo trofeo europeo. ## Savoldi (Mister Miliardo) e la leggenda di “Pal’ ‘e fierro” Gli anni Settanta sono anche gli anni dei record economici. Nel 1975, Ferlaino sbalordisce il mercato acquistando dal Bologna il centravanti **Giuseppe Savoldi** per la cifra record di due miliardi di lire complessivi (tra contanti e contropartite). I giornali lo ribattezzano _“Mister Miliardo”_. Savoldi ripaga l’investimento segnando gol a grappoli e diventando un pilastro dell’attacco.  Ma il vero simbolo di quel Napoli, l’anima operaia e indistruttibile della squadra, è un ragazzo di Frattamaggiore: **Beppe Bruscolotti**. Difensore vecchio stampo, insuperabile nell’uno contro uno, Bruscolotti viene ribattezzato dai tifosi **“Pal’ ‘e fierro”** (Palo di ferro) per la sua strabiliante forza fisica. Capitano e leader indiscusso, Bruscolotti incarna la grinta di un popolo che non si arrende mai, stabilendo il record assoluto di presenze in maglia azzurra (saranno 511 totali a fine carriera). ## L’eredità degli anni Settanta Il decennio si chiude nel 1979 con un Napoli solido, rispettato e stabilmente ai vertici del calcio italiano. Gli anni Settanta hanno regalato a Fuorigrotta la bellezza della modernità tattica e la gioia di nuovi trofei in bacheca. La macchina organizzativa del tifo è ormai la più calorosa d’Europa. Il palcoscenico è maturo, il pubblico è pronto. Manca solo l’ultimo, definitivo salto di qualità. E gli anni Ottanta stanno per portare con sé un vento argentino destinato a cambiare la storia del calcio per sempre. **Nel prossimo articolo:** _Gli Anni Ottanta (1980-1989): L’avvento di D10S, il 5 luglio 1984, l’estasi del primo storico Scudetto, la Coppa UEFA e la notte in cui Napoli divenne la capitale del calcio mondiale._ ## Link editoriali - Sezione Storia del Napoli: https://www.tifosidelnapoli.it/category/storia-del-napoli/ - Argomento Bruscolotti: https://www.tifosidelnapoli.it/tag/bruscolotti/