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Lazio-Napoli, gli azzurri ritrovano Sarri: c’eravamo tanto amati

Lazio-Napoli Sarri

Domenica 4 gennaio si gioca Lazio-Napoli, la prima partita del nuovo anno che rappresenta un crocevia importante per gli uomini di Conte. I biancocelesti stanno cercando di rientrare in zona Europa, mentre gli azzurri devono rispondere al Milan vittorioso a Cagliari nell’anticipo di venerdì 3 gennaio, in attesa di Inter-Bologna. Lazio-Napoli sarà una partita speciale per Sarri, prima amato poi “odiato” dai tifosi partenopei per il passaggio alla Juventus.

L’inizio di Sarri al Napoli tra mugugni e diffidenza

La scelta di Sarri fu molto criticata: si passò da un allenatore internazionale e vincente come Benitez a un allenatore “provinciale” che non aveva mai allenato una big. L’eredità per il tecnico toscano era pesantissima e infatti gli inizi furono difficoltosi, qualcuno invocava addirittura il suo esonero dopo poche partite.

Perfino Maradona, anche se con molto rispetto, criticò la scelta di Sarri, allenatore che lui stimava ma che non riteneva pronto per una piazza importante come Napoli. Poi ci fu la rivoluzione tattica: dal 4-3-1-2 poco congeniale a quei calciatori si passò al 4-3-3, e iniziò una favola stupenda, uno dei Napoli più belli mai visti, fatto di triangolazioni perfette, uscite a un tocco da fazzoletti di campo e calcio disegnato in lungo e in largo.

La ferita ancora aperta dello scudetto “perso” in albergo

Quello di Sarri fu un triennio magico ma, paradossalmente, uno dei Napoli più belli di sempre non portò a casa nemmeno un trofeo. La ferita ancora sanguinante è lo scudetto perso nel 2018, quando il gol di Koulibaly a Torino contro la Juventus riaccese una speranza ormai sopita: battere l’Invencible Armada bianconera.

Poi ci fu la funesta partita Inter-Juventus, e tutti sappiamo come andò a finire con Orsato “troppo vicino” per vedere un fallaccio di Pjanic chiaramente da espulsione, che spianò la vittoria della Vecchia Signora, resa ancora più amara dal fatto che la firma il calce fu apposta da un altro “‘core ngrato”, Higuain. Il Napoli, come disse Sarri, perse lo scudetto in albergo e in quella stessa giornata crollò a Firenze, sotto i colpi di uno che sarebbe diventato un protagonista dei successivi due scudetti azzurri, Giovanni Simeone. Il fato del calcio a volte disegna storie bellissime, fatali e criptiche, che solo il tempo poi rivela, come appunto quelle di Higuain e di Smeone. Un chiaro esempio di come il calcio dà e il calcio toglie.

L’addio e l’approdo al Chelsea

La delusione fu troppo forte per il tecnico toscano, che decise di accettare la corte del Chelsea. Il calcio di Sarri però non attecchì nella Premier League e i tifosi del Chelsea contestarono pesantemente il gioco dell’allenatore, ritenuto troppo “palleggiato” per i canoni estetici del calcio inglese. Nonostante tutto Sarri portò a casa un trofeo internazionale, un’Europa League, che stranamente dedicò ai tifosi del Napoli.

Il passaggio alla corte della Vecchia Signora

Quella dedica, per molti, fu considerata un modo per indorare la pillola: la stagione dopo Sarri accettò la corte della Vecchia Signora. Una scelta che i tifosi napoletani non hanno mai accettato: dopo aver cercato di andare a prendere il potere fino al Palazzo, Sarri in quel Palazzo decise di entrarci dalla porta principale e sedersi nella stanza dei bottoni. Fu la fine definitiva della rivoluzione sarriana in salsa partenopea.

Arrivò uno scudetto sulla panchina bianconera, ma il buon Maurizio fu fagocitato anche dal mondo Juve che, dopo averlo masticato, lo sputò via perché il sarrismo nemmeno nella Torino bianconera aveva attecchito.

L’avventura alla Lazio

Dopo un anno sabbatico Sarri andò alla Lazio, dove pure ha disegnato belle pagine di calcio. Il suo miglior risultato fu il secondo posto nella stagione 2022-2023, proprio dietro il Napoli spallettiano che riuscì dove lui aveva fallito: vincere lo scudetto.

Dopo le dimissioni del 2024, ad inizio 2025 Lotito chiamò nuovamente Sarri per affidargli la panchina biancoceleste. Dopo tanti anni il rancore dei tifosi azzurri verso Sarri sta svanendo e negli occhi restano le imprese di quel Napoli, manifesto perfetto della Grande Bellezza sarriana. Domani però non ci sarà spazio per sentimenti, né di affetto né di astio, contano solo i tre punti perché il pallone è spietato e sarà battaglia per conquistare la vittoria.

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