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Napoli-Torino 2-1, missione compiuta: due note stonate in una serata quasi perfetta

Napoli-Torino

Vittoria doveva essere e vittoria è stata. Il Napoli con una prestazione convincente ha messo ko il Torino, anche se gli ultimi 10 minuti sono sicuramente da cancellare, ma ci torneremo. Oltre ai 3 punti, ci sono tantissime altre belle notizie, a partire dal ritorno in campo di due big, De Bruyne e Anguissa, che ci sono mancati come il pane. Gli azzurri consolidano il terzo posto, da difendere con le unghie e con i denti fino alla fine del campionato.

Napoli-Torino 2-1: Alisson ed Elmas sugli scudi

Il Napoli, così come a Bergamo e a Verona, parte col piede sull’acceleratore e trova subito il gol con un pimpante Alisson. La sensazione è di aver fatto davvero un ottimo acquisto: il brasiliano punta, dribbla, crossa e segna, un giocatore così mancava al Napoli. Non ce ne voglia il buon Noa Lang, ma ha fatto più l’ex Sporting in poche settimane che lui in sei mesi.

A differenza di partite come col Copenaghen e col Verona, il Napoli non si è seduto sugli allori e ha cercato con insistenza il 2-0 che è arrivato nella ripresa con Elmas. Un gol che ripaga i sacrifici calcistici fatti dal giocatore in questi mesi: esterno, ala, trequartista e mediano. Ieri ha segnato un gol di pregevole fattura e l’esultanza incontenibile per il gol rappresenta la gioia e, forse, anche un pizzico di frustrazione per non aver potuto giocare più vicino alla porta, dove si esprime meglio.

Ma sono davvero tante le prestazioni maiuscole da sottolineare. Tra queste quella di Buongiorno, che sembra essere uscito finalmente dal tunnel in cui si era infilato. Una prestazione dominante e, nel finale di gara, si è concesso addirittura una “ruleta” in bello stile, a dimostrazione della ritrovata fiducia nei suoi mezzi.

Altra prestazione magistrale è stata quella di Gilmour, che ha sostituito degnamente Lobotka mettendo ordine a centrocampo e garantendo anche una buona copertura tutt’altro che scontata, considerando che non è esattamente nelle sue caratteristiche.

Il ritorno di Frank e Kevin

Ha fatto un certo effetto vedere insieme Anguissa e De Bruyne, ma anche Lukaku, che avrebbero dovuto essere delle colonne portanti di queste squadre. Anguissa è andato a marce basse, come prevedibile, facendo giocate semplici ma efficaci, giocando spesso di prima per velocizzare il gioco. E che dire dei 10 minuti di De Bruyne, entrato con tanta fame e capace di recuperare rabbiosamente un pallone e di andare al tiro pericolosamente nel finale.

Mettiamoci che a questa squadra per tanto tempo sono mancati e mancheranno big del calibro di Rrhamani, Di Lorenzo, Lobotka, McTominay e Neres, assenze che aumentano il rammarico di non averli potuti avere tutti insieme, altrimenti staremmo forse parlando di un’altra storia e di un’altra stagione.

Le due note stonate

In un’orchestra perfetta, ci sono state però due note stonate. La prima è Vergara: il talento azzurro ha smarrito un po’ di vivacità negli ultimi match ed è dovuto uscire per un fastidio al piede. Non è però il caso di fare processi, non dimentichiamo che fino a pochi mesi fa era ai margini della squadra e che, improvvisamente, è stato catapultato nel calcio che conta. Questo periodo gli servirà per maturare, tenendo a mente che è un patrimonio del Napoli e un figlio di Napoli, da tutelare e proteggere.

L’altra nota stonata è purtroppo il gol preso nel finale, un’abitudine alla quale si fa fatica ad abituarsi. Gli azzurri hanno rischiato di mandare all’aria una vittoria sacrosanta per uno sbandamento finale, sul quale Conte dovrà lavorare, perché ieri si è rischiato grosso. Mancano 10 partite, da affrontare col coltello tra i denti per difendere il terzo posto, che significa qualificazione Champions, prestigio e una pioggia di denaro fresco per la prossima stagione.

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