Napoli-Genoa 2-1. In una partita molto sofferta, gli azzurri acciuffano una vittoria importantissima che li catapulta al primo posto in un inedito duo di testa con la Roma. Non si era messa bene, infatti gli ospiti si erano portati avanti con un eurogoal di Ekhator nel primo tempo. Lenta e macchinosa la manovra del Napoli, che ha fatto fatica a trovare trame di gioco interessanti nei primi 45 minuti, arrivando poche volte al tiro dalle parti di Leali.
Poi la svolta, dettata un po’ anche dal caso, al 50′: fuori Politano per infortunio e dentro De Bruyne, l’uomo nel bene o nel male più chiacchierato negli ultimi giorni in casa Napoli.
Napoli-Genoa 2-1: De Bruyne ribalta la partita
Servivano forze e soprattutto idee fresche nel Napoli del primo tempo, apparso molle e svogliato contro un Genoa indemoniato che pressava ovunque. Poi la pressione genoana è calata, fisiologicamente, ma soprattutto è salito in cattedra un certo signor De Bruyne, che ha accelerato la manovra azzurra trovando geometrie e passaggi che hanno iniziato a far scricchiolare la difesa del Grifone.
Sul punteggio di 1-1 al 72′, come in un bellissimo dejavù di Champions, l’asse De Bruyne-Hojlund si è riaccesa e il danese ha insaccato, ma il belga era partito in leggero fuorigioco. Poco dopo KDB ha pennellato un angolo perfetto per Di Lorenzo, ma il suo colpo di testa si è stampato contro il palo. Poi è sempre l’11 del Napoli ad avviare l’azione del secondo goal, con un cross velenosissimo nell’area genoana, dal quale si è sviluppata l’azione che ha portato Hojlund ad insaccare a porta vuota.
De Bruyne: “pacco” o valore aggiunto?
Davvero strano il calcio: sulle pagelle dei principali quotidiani nazionali e locali sono fioccati i 7 e i 7,5 per De Bruyne, mentre fino a poche settimane fa c’era chi lo definita “bollito” o addirittura “pacco”. Mai come in questo momento risuonano nelle orecchie le parole di mister Conte: equilibrio.
È vero che De Bruyne non ha brillato nella prima fase della stagione, ma è pur vero che nella breve avventura azzurra finora, tra Champions e campionato, ha totalizzato 3 reti e 2 assist. Niente male per un giocatore “bollito”. La verità è che a Napoli, ma in Italia in generale, c’è poca pazienza, e questo discorso vale tanto per i giocatori quanto per gli allenatori.
Basti pensare che, inizialmente, anche Zidane e Batistuta in serie A furono considerati dei “pacchi”, ma avevano semplicemente bisogno di ambientarsi in un campionato nuovo. Un giocatore come De Bruyne non si può discutere, in quanto rappresenta senza se e senza ma un valore aggiunto alla rosa del Napoli.
La gestione oculata di Conte
Conte sa perfettamente di avere un diamante tra le mani, tanto bello quanto delicato. Evidentemente anche per questo motivo lo sta gestendo per non spremerlo troppo, poiché non bisogna dimenticare che il ragazzo ha pur sempre 34 anni e che il Napoli quest’anno è atteso da 4 competizioni: campionato, Champions, coppa Italia e Supercoppa. Sono tutte competizioni importanti e il Napoli non vuole rinunciare a nessuna di esse.
Da non sottovalutare il fatto che De Bruyne, proprio come successo col Genoa, può essere un’arma in più entrando anche dalla panchina, da dove si è alzato un altro signore decisivo, tale Spinazzola, che insieme al belga ha letteralmente ribaltato la partita. In futuro, da parte di addetti ai lavori e dei tifosi, servirebbe un pizzico di equilibrio in più, sia in positivo che negativo, per fare in modo che le critiche, doverose e necessarie, siano sempre costruttive.
Foto: profilo Instagram Kevin De Bruyne



