Ciro Ferrara, icona del Napoli e figlio legittimo della città, ha espresso forte delusione per la sua assenza nel nuovo murales dedicato ai campioni azzurri, inaugurato il 19 marzo 2026 all’esterno dello stadio Diego Armando Maradona.
Su Instagram, l’ex difensore ha scritto: “Mentirei se dicessi che non mi è dispiaciuto non essere stato inserito. Sono un figlio di Napoli e il napoletano più vincente nella storia del Napoli”. Ha puntato il dito contro Jorit (Ciro Cerullo), “nato nel 1990 e troppo giovane per aver vissuto quegli anni”, accusandolo di scelte basate su “sentito dire” e risentimenti dei tifosi per il suo trasferimento alla Juventus nel 1994, motivato da ragioni di bilancio del club.
I giocatori raffigurati
L’opera, realizzata per i 100 anni del Napoli, ritrae un undici ideale: Zoff, Koulibaly, Bruscolotti, Krol, Ghoulam (subentrato a Ferrara secondo alcune ricostruzioni), Juliano, Hamsik, Careca, Maradona, Cavani e Mertens. La scelta è stata influenzata da un sondaggio tra i tifosi, ma l’esclusione di Ferrara – eroe della Coppa UEFA 1989 e pilastro dell’era Maradona – ha acceso il dibattito.
Il ricordo di Maradona e le reazioni
Ferrara ha citato un aneddoto toccante: a Stoccarda, Maradona lo abbracciò indicandolo come il più meritevole per il suo “legame autentico con Napoli”. Molti tifosi e media difendono Ciro, parlando di “provincialismo” per il passaggio alla Juve, mentre altri giustificano l’esclusione con il feeling mai recuperato dalla piazza.
La polemica divide i tifosi: Ferrara resta un simbolo, ma il murales riflette sensibilità popolari. Che ne pensate, azzurri?


