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Kvaratskhelia, nostalgia canaglia. Le parole al miele del georgiano: “Su Napoli e Kvaradona…”

Alla vigilia della semifinale di Champions League PSG-Bayern Monaco, Khvicha Kvaratskhelia è tornato a parlare del suo periodo napoletano e, in particolare, del suo percorso di crescita anche grazie a mister Conte.

Kvaratskhelia e Conte

I giornalisti hanno chiesto al gioiello georgiano in cosa è migliorato nella sua esperienza col PSG e cosa è cambiato rispetto alla sua avventura partenopea: “Penso che tecnicamente ero bravo anche a Napoli, non credo di essere migliorato molto da quel punto di vista. Sono invece migliorato molto in fase difensiva con Luis Enrique, che mi ha spronato parecchio. La prima spinta a migliorarmi però me l’ha data Conte, con lui è stato fantastico. Ora anche noi attaccanti dobbiamo difendere come difensori. Penso quindi di essere migliorato tanto in fase difensiva, oltre che tecnicamente. Facciamo degli ottimi allenamenti in cui lavoriamo sul gioco di squadra, sul tiro, ma in generale ci concentriamo molto sull’aspetto difensivo. Sono migliorato in tutto, in generale, ma in difesa particolare”.

Il soprannome Kvaradona

Kvara ricorda con affetto il suo periodo napoletano e i giornalisti gli hanno chiesto che effetto faceva essere soprannominato Kvaradona, nomignolo usato anche dai giornali italiani.

Con un sorriso sulle labbra il georgiano ha risposto così: “Quando mi trasferii a Napoli, nelle strade mi iniziarono a chiamare Kvaradona e ovviamente è un piacere quanto di paragonano al GOAT del calcio. Sappiamo quanto fosse forte Maradona, che a Napoli è ancora un dio. Ogni famiglia ha una sua foto in casa e per me ovviamente è stato un piacere, anche se nessuno si può paragonare a Maradona che era il migliore. Certo sono orgoglioso, ma è stato un po’ difficile anche quello, se ti chiamano Kvaradona in ogni partita devi dimostrare in campo che sei davvero Kvaradona! Era difficile, ma ero felice lì”.

Parole dolci, che nascondono una certa nostalgia di Napoli per Kvara, che all’ombra del Vesuvio è maturato e cresciuto come calciatore e come uomo. Uno dei più forti giocatori degli ultimi 30 anni che hanno calcato il Maradona, forse l’unico che davvero si è avvicinato, senza mai toccarlo, il più grande di tutti i tempi.

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