Continua a tenere banco la polemica sulla gestione dei calendari del calcio italiano e sull’impatto economico che le repentine variazioni hanno sui tifosi. Il possibile rinvio della sfida tra Pisa e Napoli, inizialmente in programma per domenica mattina, ha gettato nel caos numerosi sostenitori azzurri. Nonostante il divieto di trasferta imposto ai residenti in Campania, infatti, molti tifosi del Napoli provenienti da altre regioni italiane avevano già ampiamente organizzato la trasferta, acquistando i tagliandi per lo stadio e prenotando aerei o treni.
Di fronte a questa incertezza organizzativa, scende in campo il Codacons, pronto a tutelare i diritti dei consumatori danneggiati.
L’ultimatum alle società sportive
A chiarire la posizione dell’associazione è l’avvocato Vincenzo Rienzi, intervenuto ai microfoni di CalcioNapoli24 TV. Il Codacons ha già presentato un esposto per denunciare la situazione: “I tifosi come faranno ad andare allo stadio senza conoscere gli orari? Andranno rimborsati se ne faranno richiesta, presentando le prove del biglietto di treno o aereo, oltre a quello della partita”, ha spiegato Rienzi.
La richiesta è chiara: spetta in primis ai club muoversi per risolvere il disagio. “Passato lunedì, le società dovranno pubblicare sui propri siti ufficiali la disponibilità ai rimborsi. Se non si proporranno per gestirli autonomamente, i tifosi potranno rivolgersi direttamente a noi del Codacons”. Il legale sottolinea come, legalmente, il contratto di acquisto sia stipulato tra il consumatore e la società sportiva, la quale è chiamata a risponderne anche se lo spostamento dipende dalla Prefettura.
Lo scontro istituzionale e il ricorso al TAR
Il nodo della questione è il perenne braccio di ferro tra la programmazione sportiva e l’ordine pubblico. In merito alla decisione della Lega Calcio di ricorrere al TAR contro l’ordinanza prefettizia che giustifica lo spostamento del match, l’avvocato Rienzi non usa mezzi termini: “Da legale credo che sia inutile a tre giorni dall’evento. Serve solo a mostrare la loro volontà, ma fare ricorso contro un’ordinanza per motivi di pubblica sicurezza non è mai superabile”.
Pur ribadendo a gran voce che le questioni di sicurezza pubblica “devono sempre essere messe al primo posto”, il Codacons evidenzia come questo principio inalienabile non debba però annullare i diritti dei tifosi-consumatori, costretti sistematicamente a pagare le conseguenze di difetti di comunicazione e organizzazione (spesso prevedibili, come la concomitanza con altri grandi eventi sportivi).
La riflessione sui divieti di trasferta
Infine, un’amara riflessione sul divieto di trasferta generale imposto ai tifosi partenopei residenti in Campania. Una misura definita “ingiusta” perché colpisce indiscriminatamente la tifoseria sana: “A rimetterci sono i tifosi ‘bravi’ e le famiglie in vacanza, quelli che non hanno nulla a che vedere con la violenza. Servirebbe un compromesso: emarginare il tifoso violento e valorizzare quello corretto, permettendo a chi lo desidera di godersi semplicemente una partita di calcio”.


