Ormai manca solo l’ufficialità ma, salvo clamorosi ribaltoni dell’ultima ora, Allegri dovrebbe essere il nuovo allenatore del Napoli. Se è stata o meno la scelta giusta, lo dirà il tempo, ma la cosa che lascia perplessi è il fatto che De Laurentiis abbia inseguito due allenatori con filosofie di gioco diametralmente opposte: Italiano e Allegri.
Due concezioni di gioco diverse
Sia Italiano che Allegri sarebbero state due scelte, per così dire, logiche. Italiano è un fedele seguace del 4-3-3, lo schema che è nel DNA della squadra con cui ha giocato il Napoli di Sarri e con cui sono arrivati due scudetti. Il 4-3-3 di Spalletti era ben diverso dal 4-3-3 di Conte per interpretazione dei ruoli e per giocatori, ma in entrambi i casi è arrivato il tricolore.
Da questo punto di vista il Napoli ha tanti giocatori adatti al 4-3-3, quindi in quest’ottica puntare su Italiano avrebbe significato dare continuità a uno schema tattico entrato ormai sottopelle di molti azzurri in rosa.
Alla fine, salvo smentite clamorose, De Laurentiis ha invece virato dritto su Allegri, che pure è una scelta logica. In un certo senso Allegri dà continuità al gioco di Conte, basato sulla regola ferrea del “primo non prenderle”, primo postulato del “risultatismo”.
La strana scelta di De Laurentiis
Entrambe le scelte hanno quindi il loro perché. Quello che però non riusciamo a capire è perché DeLa abbia inseguito due allenatori (sembra che avesse un accordo verbale con entrambi) con filosofie di gioco totalmente diverse.
Significa che la società non ha ben chiaro il progetto tecnico da seguire? Non si tratta di improvvisazione, poiché il presidente non improvvisa, ma forse De Laurentiis è rimasto un po’ spiazzato dall’addio di Conte. Probabilmente, dopo l’esperienza traumatica con Garcia, non voleva fare altri esperimenti e quindi, piuttosto che giocarsi la scommessa Italiano, ha preferito puntare sull’usato sicuro e conservativo chiamato Allegri.
Avrà fatto la scelta giusta? Al campo l’ardua sentenza.
