Il Napoli ha chiuso la stagione piegando 1-0 l’Udinese con un gol di Hojlund, che è valso agli azzurri il secondo posto, un risultato comunque prestigioso in un’annata dove è stata portata a casa anche una Supercoppa. Questa è stata anche l’ultima partita sulla panchina azzurra di Conte, che nella conferenza post-partita ha confermato il suo addio che si percepiva da giorni. La partita è stata un po’ lo specchio della stagione, quindi analizziamola, gettando un occhio già alla prossima stagione.
Le certezze e le incognite della difesa
Meret è stato scelto anche per l’ultima di campionato e ha risposto presente con una parata reattiva su tiro insidioso di Karlstrom. Il portiere friulano in questa stagione la partita spesso l’ha vista dalla panchina ma, alla luce delle ultime prestazioni, avrebbe sicuramente meritato più spazio. Da valutare il suo futuro, ma riteniamo che in giro al momento non ce ne siano molti migliori di lui.
Da sottolineare la prestazione di Rrhamani, con lui 3 clean sheet su 4. Non è un caso, il kosovaro sa guidare la difesa e, pur non essendo di primissimo pelo, è un calciatore sul quale puntare anche l’anno prossimo. Buongiorno è invece rimasto in panchina e la sua stagione è stata molto deludente, ben al di sotto degli standard dell’anno dello scudetto. Resta comunque un patrimonio del Napoli e l’anno prossimo va assolutamente recuperato. Un applauso infine per Juan Jesus, che ha chiuso la sua avventura in azzurro, dopo aver dato tanto e ricevuto tanto.
L’analisi del centrocampo
Lobotka ha dovuto alzare bandiera bianca a causa di un infortunio e al suo posto ha giocato Gilmour, autore di una buona prestazione, che pure avrebbe meritato di vedere maggiormente il campo. Solita partita senza infamia e senza lode di Politano, un giocatore in fase calante della sua carriera sul quale vanno fatte riflessioni approfondite.
A sinistra c’è stato un ideale passaggio di consegne, da Spinazzola a Gutierrez. L’esterno italiano ha vissuto una seconda giovinezza a Napoli, risultando spesso l’uomo in più quando era al meglio, ma la sua avventura azzurra sembra giunta al capolinea. Lo spagnolo ha dimostrato di essere un giocatore serio e affidabile e l’anno prossimo potrà partire con i galloni di titolare. Non la migliore prestazione di McTominay, che si è anche divorato un gol, ma resta comunque il totem del centrocampo azzurro.
Riflessioni sull’attacco
Chiudiamo con alcune riflessioni sull’attacco, a partire da Alisson Santos. Lui è la raffigurazione perfetta della stagione azzurra: nel momento di maggior forma, è dovuto uscire per infortunio. Allo stesso modo, ogni volta che il Napoli trovava la quadra giusta, ha perso qualche pezzo importante. Il brasiliano è comunque un giocatore sul quale puntare a occhi chiusi.
Capitolo De Bruyne: ieri ha servito un pallone visionario a Hojlund. L’infortunio ha pesantemente condizionato la stagione del belga, che non ha dato il meglio di sé. Resta il rimpianto di quel che poteva essere e non è stato, ma forse il ragazzo merita un’altra chance l’anno prossimo, soprattutto se il Napoli prenderà un allenatore che punta molto sul possesso-palla.
Ultima considerazione su Hojlund: il danese ha dimostrato che, se i palloni giusti gli arrivano, i gol li sa fare eccome. Il gol di ieri è stato il manifesto del suo gioco: palla in profondità, dove può sfruttare la sua velocità, e grande freddezza sotto porta. 12 gol in campionato (più 3 in Champions e uno in Supercoppa) sono un bottino discreto, ma sicuramente può fare molto di più.


