Dopo Napoli-Udinese Conte e De Laurentiis sono stati protagonisti di una conferenza stampa congiunta, chiaramente non preparata per come si è sviluppata. La comunicazione del club non ne è uscita benissimo, anche perché dalle repliche piccate di Conte a De Laurentiis, sono emerse le incomprensioni che hanno spinto il tecnico leccese a dare l’addio. Lo stesso allenatore si è reso protagonisti di espressioni buffe, degne di meme, dinanzi alle dichiarazioni un po’ egocentriche e sopra le righe del suo ormai ex presidente.
La diatriba sui motivi dell’addio
“Qui per me è casa tua, però se tu non ti senti più sereno, non con Napoli, non con la città, ma con una modalità di campionato che forse il Napoli ti costringe a dover fare in un certo modo, perché il Napoli non può essere il Paris Saint Germain, il Real Madrid, il Barcellona, le cinque squadre inglesi, il Bayern Monaco, quindi è chiaro che noi dobbiamo rispettare determinati budget, non possiamo andare oltre” – queste le parole dette da De Laurentiis, lasciando intendere che Conte andava via perché il Napoli non poteva permettersi certi investimenti.
L’allenatore ha scosso la testa dinanzi a quelle parole, per poi spiegare che non è andato via per un ridimensionamento del progetto o perché il Napoli non poteva spendere certe cifre, ma per altri motivi.
I falliti della piazza napoletana
Un altro passaggio intenso è stato quello dei “falliti”, un termine evidentemente rivolto da Conte ad alcuni giornalisti che spesso hanno mosso critiche feroci, anche gratuite, nei suoi confronti.
De Laurentiis ha provato a smorzare i toni, spiegando che anche Ancelotti è stato criticato e definito bollito. Conte, che evidentemente ha deciso di non “tenersi niente”, ha prontamente replicato: “Eh, ho capito, ma Ancelotti adesso è andato via e Ancelotti comunque non ha vinto qui”, sottolineando neanche velatamente che lui invece a Napoli ha vinto.
Il confronto con l’Inter
C’è stato uno “scontro” tra i due anche per quanto riguarda lo scudetto. “Se noi non avessimo avuto gli incidenti e gli infortuni che abbiamo avuto, avresti rivinto il campionato tranquillamente” – ha sentenziato De Laurentiis.
Anche su questo punto Conte non si è detto d’accordo, ricordando che invece bisognava dare meriti all’Inter che ha vinto lo scudetto e che l’anno scorso è andata in finale di Champions. A questo punto è stato De Laurentiis ad andare al contrattacco: “È talmente una grande squadra, che in Europa quest’anno però ha fatto meno dell’altro anno”. Conte, a quel punto, ha ammesso il suo flop in Champions: “Però ha fatto più di noi, ha fatto uno step più di noi, mi dispiace perché appigliarsi a queste cose non mi piace. Bisogna riconoscere la vittoria degli altri, avere rispetto perché se vogliamo avere rispetto lo dobbiamo dare. Quindi l’Inter ha meritato, con gli infortuni o senza infortuni”.
La gag del telefonino
Nonostante il clima abbastanza teso, c’è stato un momento in cui è stata smorzata la tensione. Il telefonino del presidente squillava in continuazione e lui rifiutava la chiamata, finché qualcuno ha chiesto: “Ma chi è?”. Il presidente, col suo solito modo di fare colorito, ha risposto: “Non lo so, è un rompic***ioni”. Conte, dimostrando di aver appreso l’ironia partenopea, ha aggiunto: “Sarà qualche procuratore…”.
Insomma, al di là di tutto, il Napoli non esce benissimo da questo siparietto mal riuscito. Sono usciti fuori un po’ di panni sporchi, anche se a dire il vero il clima tra i due non è sembrato particolarmente belligerante. De Laurentiis e Conte sono due personalità forti, che a volte si sono scontrati, ma sempre nel massimo rispetto e nella massima stima. Anche per questo motivo l’addio di Conte poteva essere apparecchiato in maniera diversa, in modo più elegante. Ormai il dado è tratto, saremmo sempre grati a Conte per i due trofei in due anni, ma a questo punto non ci resta che conoscere il nome del prossimo allenatore del Napoli per iniziare a programmare la prossima stagione, quella del centenario.

