L’ultimo capitolo del nostro viaggio nel Centenario ci porta nel presente che si fa leggenda. Gli anni Venti sono il tempo del raccolto e della gloria eterna. Dalla notte immortale di Udine che ha restituito lo Scudetto a Napoli dopo 33 anni con il calcio celestiale di Spalletti, alle magie di Kvaratskhelia e i gol di Osimhen, fino al trionfo del quarto tricolore guidato dalla ferocia di Antonio Conte. Il cerchio perfetto che traghetta il club nella leggenda del 1° agosto 2026.
Se gli anni Dieci erano stati il decennio della grande bellezza incompiuta e dei 91 punti di Sarri, gli anni Venti si aprono con il mondo sconvolto dalla pandemia e il Napoli che cerca una nuova identità. Il decennio si apre con la conquista della sesta Coppa Italia nel 2020 sotto la guida di Rino Gattuso, vinta a porte chiuse contro la Juventus. Ma il destino ha in serbo un disegno molto più grande per il popolo azzurro.
Un disegno che comincia a materializzarsi nell’estate del 2021, quando a Castel Volturno sbarca un filosofo del calcio con le scarpe infangate di campagna: Luciano Spalletti.
4 Maggio 2023: Udine si tinge d’azzurro, il Terzo Scudetto è realtà
Dopo un anno di assestamento, nell’estate del 2022 Aurelio De Laurentiis e il direttore sportivo Cristiano Giuntoli attuano una rivoluzione totale: salutano le vecchie bandiere (Insigne, Mertens, Koulibaly, Fabian Ruiz) e portano all’ombra del Vesuvio volti nuovi, quasi sconosciuti, che cambieranno la storia del calcio italiano. Su tutti, un georgiano dal nome impronunciabile, Khvicha Kvaratskhelia, e un colosso coreano a difesa della retroguardia, Kim Min-jae.

Il Napoli della stagione 2022/23 non è una semplice squadra: è un uragano. Gioia visiva, dominio assoluto in Italia e spettacolo puro in Champions League. Kvara semina il panico con i suoi dribbling d’altri tempi, meritandosi il soprannome di Kvaradona; Victor Osimhen diventa un ariete inarrestabile, volando in cielo con la sua maschera protettiva per abbattere ogni difesa.
Il 4 maggio 2023, alla Dacia Arena di Udine, il gol del definitivo 1-1 firmato proprio da Osimhen fa saltare il banco del campionato. Il Napoli è Campione d’Italia per la terza volta nella sua storia.
Dopo trentatré anni di attesa, la città esplode in una festa che fa il giro del mondo. I vicoli dei Quartieri Spagnoli, di Forcella, della Sanità si tingono di un azzurro accecante, coperti da chilometri di nastri e bandiere. Napoli celebra il trionfo della programmazione e della bellezza. Diego, dall’alto, sorride allo stadio che oggi porta il suo nome.
La tempesta e l’avvento di Antonio Conte: Il Quarto Scudetto
Il post-Scudetto è una transizione burrascosa. L’addio di Spalletti e Giuntoli apre le porte a una stagione 2023/24 difficile e avara di soddisfazioni. Ma la grandezza di un club si vede dalla capacità di reagire immediatamente. Nell’estate del 2024, Aurelio De Laurentiis decide di resettare tutto e mette a segno il colpo dell’anno: affida la panchina ad Antonio Conte.

Conte porta con sé una mentalità feroce, una cultura del lavoro ossessiva e rigenera un ambiente affamato di riscatto. Con una difesa d’acciaio guidata dal capitano Giovanni Di Lorenzo e dal leader ritrovato Rrahmani, e con un attacco cinico e devastante, il Napoli di Conte si riprende lo scettro del comando.
È un trionfo radicalmente diverso da quello di Spalletti: meno poetico, ma straordinariamente granitico, affamato e implacabile. Il Napoli vince, convince e conquista il suo quarto, storico Scudetto. La città si riscopre nuovamente capitale del calcio italiano, dimostrando che il trionfo del 2023 non era stato un miracolo isolato, ma l’inizio di una nuova era di egemonia azzurra.
1° Agosto 2026: Il Secolo Azzurro è compiuto
E così, con il tricolore ancora idealmente cucito sul petto e l’orgoglio alle stelle, arriviamo a oggi. Il 1° agosto 2026 l’Associazione Calcio Napoli compie ufficialmente 100 anni.
Cento anni esatti da quel giorno in cui Giorgio Ascarelli decise che l’azzurro doveva essere il colore di questo popolo. Abbiamo vissuto tutto: i gol di Sallustro, il fango della guerra, i colpi miliardari del Comandante Lauro, la prima Coppa del ’62, il calcio totale di Vinicio. Abbiamo visto il più grande di tutti, Diego Armando Maradona, toccare il cielo di Fuorigrotta prima di sprofondare nei tribunali del fallimento del 2004. Siamo rinati dalla terra battuta di Gela e Martina Franca, siamo tornati grandi con i Tre Tenori e il sarrismo, fino all’apoteosi recente degli Scudetti di Spalletti e Conte.
Il cerchio perfetto si è chiuso. Il Napoli entra nel suo secondo secolo di vita non più come una splendida eccezione del Sud, ma come una superpotenza stabile del calcio italiano, con i conti in regola, una bacheca ricca e l’amore immortale di un popolo sparso in ogni angolo del globo.
Buon compleanno, Napoli. Cento anni d’amore. Cento anni di te. E la storia, statene certi, continua… #Napoli100
Con questo decimo capitolo si conclude lo speciale monumentale di TifosidelNapoli.it dedicato al Centenario azzurro. Grazie per aver viaggiato con noi lungo un secolo di fede. Nei commenti, raccontateci il vostro ricordo più bello legato a questa maglia infinita!


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