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Di chi è la colpa? Presidente, DS, allenatore o infortuni: il Napoli che delude ed innervosisce noi tifosi

Dopo un avvio di Serie A 2026/27 fatto di risultati altalenanti e prestazioni opache, l’ambiente Napoli è attraversato da nervosismo e delusione.

Tra sconfitte pesanti, pareggi che lasciano l’amaro in bocca e una rosa falcidiata dagli infortuni, la domanda che rimbalza sui forum e tra i tifosi è sempre la stessa: di chi è la colpa?

I risultati che hanno acceso la miccia

Il bilancio delle prime giornate parla chiaro: tre sconfitte (Como, Inter, Arsenal in Champions) e due pareggi (Bologna, Fiorentina) non bastano a chi ambisce a tornare in alto. Contro il Como, la sconfitta interna ha fatto subito storcere il naso; contro l’Inter, la prestazione è apparsa inadeguata; contro l’Arsenal, il gioco difensivista ha scatenato le prime proteste social. Il 1-1 di Firenze, poi, ha lasciato l’idea di una squadra senza “veleno”, incapace di chiudere la partita quando in vantaggio.

Infortuni: la rosa decimata

Il Napoli paga un prezzo altissimo in termini di indisponibilità. Tra gli out più pesanti: Alessandro Buongiorno (operato al menisco, rientro previsto a novembre), Scott McTominay (ablazione cardiaca, rientro dopo la sosta di ottobre), Alex Meret e Alisson Santos (lesioni muscolari, rientri tra metà ottobre e novembre), Samuel Giovane (ernia inguinale, fine ottobre), Luca Marianucci (lesione al ginocchio, metà ottobre), Frank Anguissa e Leonardo Spinazzola (dubbi per la Fiorentina). Sette infortuni già nelle prime settimane, come un anno fa: una maledizione che pesa sulle scelte di Allegri e sulla tenuta della squadra.

Mercato: le critiche a De Laurentiis, Chiavelli e Manna

La direzione sportiva è sotto accusa per un mercato giudicato “tra scarti e mediocrità”, con un voto 4,5 da parte di alcune testate. La mancanza di un attaccante per Allegri, l’immobilismo dopo gli infortuni di Buongiorno e McTominay, e la cessione di giovani promettenti come Rao a fronte della permanenza di Noa Lang hanno sollevato polemiche. Giovanni Manna ha difeso la linea societaria: “Abbiamo preferito toccare meno per non rovinare equilibri”, ma i tifosi e alcuni giornalisti (Auriemma, Varriale) chiedono un DS di livello e rinforzi veri.

Allegri: il parafulmine delle critiche

Massimiliano Allegri è nel mirino dei social e di parte della piazza: accusato di calcio difensivista, “bollito”, “aziendalista”, e di non avere schemi offensivi. Dopo l’Arsenal, i post più velenosi chiedono l’esonero (“Non arriva a Natale”, “Palladino almeno fa giocare”), mentre il tecnico ha provato a chiamare a raccolta tifosi e squadra. Tuttavia, alcuni analisti lo definiscono “parafulmine”: le cause della crisi precederebbero il suo arrivo, tra rosa incompleta e tensioni preesistenti.

De Laurentiis: il presidente contestato

Aurelio De Laurentiis non esce indenne dalla bufera. Le curve del Maradona hanno contestato il presidente per il mancato saluto alla squadra e ad Allegri al ritiro, per la gestione degli striscioni e per le uscite pubbliche (come la gaffe su Elly Schlein). Su X, una valanga di insulti ha costretto ADL a chiudere i commenti. Antonio Corbo, su Repubblica, lo accusa di essere “distratto dal cinema” mentre la squadra affonda. La tensione tra presidente e tifosi è palpabile, e la percezione è che la proprietà non abbia aiutato la squadra nel momento del bisogno.

Cosa dicono i forum e i social

Nei forum e sui social, il tono è tra nervoso e deluso: “Serviva fare mercato e non è stato fatto”, “Abbiamo problemi in difesa”, “Alcuni giocatori sono troppo avanti con l’età”, “Siamo da ottavo-decimo posto”. C’è chi punta il dito su Allegri, chi su Manna, chi su De Laurentiis, ma emerge anche la consapevolezza che gli infortuni abbiano complicato tutto. Qualcuno invita alla calma: “Napoli è di chi la ama senza chiedere la vittoria a ogni costo”, ma la maggioranza chiede risposte concrete.sportmediaset.

Verdetto: tutte le responsabilità, ma nessuna scusante

Presidente e DS: mercato giudicato insufficiente, immobilismo dopo gli infortuni, scelte discutibili (Rao vs Lang), mancanza di un attaccante per Allegri.

Allenatore: gioco considerato troppo difensivista, difficoltà a gestire la rosa decimata, prime frizioni con l’ambiente.

Infortuni: sette out pesanti nelle prime settimane, una maledizione che ha decimato la rosa e complicato ogni piano tecnico.

La colpa è di tutti, ma nessuna di queste ragioni può diventare un alibi permanente. Il Napoli ha bisogno di risposte rapide: dal mercato di dicembre, dalla ripresa degli infortunati, da un cambio di marcia in campo. Altrimenti, nervosismo e delusione rischiano di trasformarsi in qualcosa di più grave.

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