Il Napoli torna da Roma con 3 punti pesantissimi, anche perché sulla carta era una giornata poco favorevole agli azzurri, rispetto agli impegni di Milan e Inter. Con questa vittoria gli uomini di Conte restano in scia delle due milanesi, facendo capire che non sarà facile scucire dal loro petto il triangolino tricolore. La Supercoppa sembrava poter essere la “tomba” del Napoli dopo il ko di Udine, invece ha rappresentato una vera rinascita, mentale e tattica.
Le rivoluzioni tattiche di Conte: la rinascita di Di Lorenzo
Quasi obbligato per gli uomini contati a centrocampo, Conte ha fatto ritorno al 3-4-3. Nella Supercoppa ha riportato Di Lorenzo nella difesa a tre, consentendo al capitano azzurro di agire come braccetto di destra. Il difensore, che era apparso uno dei più in difficoltà, è rinato in quella nuova posizione: non deve coprire tutta la fascia e decide lui se e quando sovrapporsi in avanti, gestendo alla perfezione le sue forze. Anche contro la Lazio le sue continue sovrapposizioni hanno mandato in tilt la fascia sinistra laziale, liberando spazio soprattutto al centro.
La “sorpresa” Juan Jesus
Già l’anno scorso Juan Jesus ha dimostrato di essere un affidabile pretoriano di Conte e, in Supercoppa, il brasiliano è stato lanciato dal primo minuto nella semifinale contro il Milan per far rifiatare Buongiorno, apparso uno dei più in difficoltà contro l’Udinese. Juan Jesus invece è stato confermato nella finale contro il Bologna e anche nelle due partite di campionato, prendendo il posto di Buongiorno che sembrava intoccabile. Anche contro la Lazio Juan Jesus è stato pressoché perfetto.
Politano: cuore, tecnica e polmoni
Nel 3-4-3 è tornato a brillare anche Politano, che faticava a pungere nel 4-3-3 iniziale. Con questo nuovo schema Politano può contare su Neres che gioca più avanti rispetto a lui e su Di Lorenzo, che si sovrappone di continuo, liberandogli più spazio. Non è un caso che il primo gol contro la Lazio nasca proprio da un cross da destra, capitalizzato al massimo da Spinazzola lasciato completamente solo dalla difesa laziale. Tra l’altro l’esterno azzurro ha firmato anche il secondo assist del gol di Rrhamani con un cross su punizione perfetto, dimostrando quanto sia prezioso in questo nuovo schema contiano.
Elmas il “guastatore”
Altra grande “invenzione” della Supercoppa è stato Elmas come esterno sinistro d’attacco. Il macedone gioca in una posizione ibrida, poco decifrabile per gli avversari. Si accentra per portare un uomo in più a centrocampo e liberando spazio per Spinazzola, ma all’occorrenza si allarga per creare sovrapposizione.
Questo movimento ha letteralmente mandato in tilt la difesa laziale, aprendo voragini in mezzo al campo dove si sono buttati gli attaccanti azzurri facendo male agli uomini di Sarri. Rispetto a Lang inoltre Elmas dà un maggiore equilibrio tattico e si sta dimostrando un calciatore fondamentale in questo nuovo schema.
Il sacrificio di McTominay
Questo schema ha un solo “neo” e cioè costringe McTominay a giocare più bloccato a centrocampo, quindi con meno possibilità di inserirsi da dietro. Questa situazione limita la capacità realizzativa dello scozzese, che comunque si rende utilissimo a centrocampo, anche se con meno qualità e più quantità. La fase realizzativa viene affidata agli esterni e agli attaccanti, ma di sicuro lo scozzese tornerà a gonfiare la rete quanto prima.
Foto: profilo Instagram SSC Napoli
