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Napoli-Lecce 2-1: 3 punti sporchi, brutti e cattivi. 4 motivi per sorridere e 4 motivi per essere preoccupati

Con grandissima fatica il Napoli batte 2-1 un Lecce coriaceo e coraggioso che, fino alla fine, ha tenuto il risultato in bilico. Una partita davvero strana: un primo tempo imbarazzante, dove il Napoli semplicemente non è esistito, mentre il Lecce ha addirittura sfiorato il raddoppio. Nel secondo tempo il Napoli finalmente ha iniziato a macinare gioco e azioni, grazie soprattutto ai cambi di Conte. Un match double face che analizziamo di seguito, mettendo in luce gli aspetti positivi e quelli negativi.

I motivi per cui essere preoccupati

Leviamoci subito il dente e partiamo dagli aspetti negativi, che si possono analizzare con maggiore lucidità dopo una vittoria. Quello che non è assolutamente piaciuto è l’approccio del Napoli: molle, sbadato, a tratti quasi svogliato. Una cosa che Conte non avrà sicuramente gradito e che farà presente ai suoi alla ripresa degli allenamenti. In serie A non si può abbassare la guardia contro nessuno, altrimenti si rischiano figuracce come nel primo tempo contro il Lecce.

Il secondo aspetto negativo è la fragilità difensiva del Napoli, che ha preso il quarto gol di fila su calcio d’angolo. 30 i gol presi quest’anno in 29 partite, la media di un gol a partita, che non può far dormire sonni tranquilli a Conte. Magari un allenamento focalizzato sui calci piazzati in fase difensiva non sarebbe affatto male.

Capitolo Meret: ieri il portiere è apparso poco sicuro, soprattutto nelle uscite. Purtroppo, come capitato con Ospina ai tempi di Ancelotti, Meret è un portiere che soffre terribilmente la competizione e l’alternanza non gli fa bene. Quando invece avverte la piena fiducia, gioca con maggiore serenità. Forse è meglio che Conte decida chi sarà il titolare tra i pali da qui alla fine del campionato per non destabilizzare entrambi i portieri.

Infine l’ultimo aspetto preoccupante è Anguissa. Il camerunense ieri passeggiava, evidentemente lontanissimo dalla migliore condizione. Gallo lo ha bruciato sullo scatto e, se al camerunense togli la forza fisica, hai tolto tutto.

I motivi per sorridere

E adesso veniamo agli aspetti positivi di questo match. Se l’approccio del primo tempo è stato inguardabile, il secondo invece è stato perfetto. Gli azzurri sono scesi in campo infiammati dal sacro furore agonistico e hanno subito trovato il pareggio, riuscendo a ribaltare con forza e caparbietà il risultato.

Altro motivo per sorridere è l’ottima prestazione di Politano, tornato al gol dopo circa un anno. L’esterno ha inoltre impreziosito la sua gara con un assist perfetto per Hojlund. Spesso Politano è finito, ingiustamente, nel tritacarne delle critiche dei tifosi partenopei, ma non bisogna dimenticare che fa un lavoro oscuro sulla fascia: difende e attacca, quindi ci sta che arrivi talvolta poco lucido sotto porta. Questo gol lo ripaga di tutti i sacrifici fatti e la sua esultanza incontenibile ha ricordato quella di Elmas contro il Torino, due giocatori che tatticamente si sacrificano tantissimo per la squadra.

La terza bellissima notizia è la prestazione di De Bruyne, che correva come un ragazzino, impostava, lanciava e dava la carica ai compagni quando sbagliavano. Dal suo piede è nato il gol del 2-1, non un caso, poiché il belga calcia benissimo calci d’angolo e punizioni, che il Napoli ha sfruttato pochissimo quest’anno.

Infine, una nota di merito per Hojlund che, pur avendo giocato la solita partita di sacrificio, spesso spalle alla porta, ha comunque segnato e creato spazio per i compagni. Ora è in doppia cifra, 10 gol, e la speranza è che possa incrementare ulteriormente il suo bottino.

Infine un ultimo pensiero per Banda che ha avuto un malore alla fine della partita: la redazione di tifosidelnapoli.it manda i migliori auguri al giocatore leccese, sperando che possa riprendersi quanto prima, perché il rispetto per la vita umana viene prima dei colori sportivi.

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