“L’amore non è bello se non è litigarello”: buon San Valentino Napoli, però adesso basta soffrire…

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La giornata di San Valentino celebra l’amore in ogni sua sfaccettatura come quello per la propria squadra del cuore: nulla potrà mai scalfirlo o mutarlo, creando nel tempo un legame sempre più magico e indissolubile.

San Valentino celebra l’amore, ogni tipo di amore. Al di là che si sia in coppia o single, i sentimenti veri e i legami forti sono declinabili in infinite sfaccettature. C’è l’amore incondizionato per la famiglia, per se stessi, per gli amici, per i figli, per le proprie passioni o gli amici a quattro zampe. Ma c’è anche un altro tipo di ardore da celebrare a San Valentino: è quello per la propria squadra del cuore. Non a caso si chiama “tifo” perché è incurabile come una malattia, non a caso si declina anche in “passione” perché è forte, irrazionale e imperitura perché scandita dal cuore. Nulla può scalfirlo né diminuisce con delusioni, vittorie e momenti difficili. Anzi, gli stessi rendono a solidificare ancora di più il legame creato quasi embrionale, complicato a spiegare con le mere parole.

I tifosi del Napoli sono ancora più speciali, vivendo in maniera viscerale il legame con squadra e città in un unicum di appartenenza e amore da difendere in ogni situazione e in giro per il mondo.

Se i tifosi di tutto il mondo sono accomunati dallo stesso amore viscerale per la loro squadra del cuore, quelli del Napoli sono ancor più speciali. Il loro legame con la città è quasi simbiotico, creando un unicum con il senso d’appartenenza, le radici e tutto ciò che riguarda l’azzurro. Il passato, il presente e anche il futuro si fondono in un unico cuore che batte all’unisono e convoglia i sostenitori di tutto il mondo. In tantissime città d’Italia, d’Europa e intorno al globo si può vantare un piccolo ritrovo o un club di riferimento dove i supporter possono unirsi e tifare insieme, ricreando un pezzettino di Napoli ovunque. Perchè casa è ovunque ci sia famiglia e famiglia è dove c’è amore, ancor più se condiviso insieme a passione, sorrisi, lacrime e a volte anche sonore delusioni.

Facile amare quando va tutto bene, più difficile quando bisogna superare insieme le difficoltà: se lo scorso anno i sorrisi hanno fatto da padrone in un campionato perfetto, quest’anno il cuore del tifoso torna a far male tra ko e delusioni altalenanti.

Eh sì, quante ne ha vissute il Napoli negli ultimi 30 anni. Dopo i primi due scudetti i sorrisi sono stati davvero pochi, con l’alternanza tra serie A e B, un fallimento, l’onta della serie C a tavolino, la sconfitta nei playoff e poi un cammino trionfante fatto anche di qualche passo falso, ko inaspettati ma anche di enormi celebrazioni. Il tutto fino allo scorso anno, con il sogno scudetto finalmente diventato realtà in una stagione perfetta da sogno. “Facile amare quando va tutto bene, più difficile quando bisogna superare insieme le difficoltà” hanno ripetuto in molti abituati ad un passato mai semplice e, inaspettatamente, questa stagione ne è un perfetto sunto. Dopo il magico tricolore, l’obiettivo non era certo replicare i precedenti mesi perfetti ma almeno svolgere un’annata serena, confermando il piazzamento Champions e invece una programmazione poco precisa e numerosi errori di valutazione hanno fatto accolto i sostenitori partenopei su un’altalena di emozioni contrastanti. Vittorie, sconfitte, pareggi abulici, speranze spezzate, addii, rotture: come un amante ferito, il percorso è andato avanti sbandando ma non abbandonando mai la solita strada del supporto, gridando a gran voce “presente” al Maradona seppur, di tanto in tanto, storcendo il naso.

Così come in amore, anche un tifoso ferito non cambia idea sui suoi sentimenti e si unisce ancor di più alla sua dolce metà a sostegno del presente in attesa di un futuro più roseo. Tra campionato e Champions la strada è ancora lunga in attesa di più sorrisi e meno pene d’amore.

La scorsa domenica è andata di scena un altro momento difficile nella storia d’amore del Napoli e dei suoi tifosi. Il ko di misura contro il Milan ha riportato alla luce vecchie ferite che sono tornate a bruciare. Troppo semplice abbandonare la nave e dirigersi verso nuovi lidi ma non cambierebbe quella sensazione, anzi. Lasciare andar via ai primi ostacoli è solo un atto di codardia: chi ama affronta insieme ogni difficoltà, ogni pericolo, ogni gol subito in attesa di un futuro migliore. Che potrà essere già sabato contro il Genoa, ancora in Champions al cospetto del Barcellona o a Cagliari per una trasferta vincente. E oltre che per la classifica, non conterà ad altro il risultato: perchè l’amore, quello vero per il Napoli va ben al di là dei campionati. L’amore per il Napoli è eterno. Lo sanno bene Amir, Giovanni, Khvicha, Alex, Pierluigi e tutti i compagni, lo ripetono sempre anche Walter, Aurelio, Mauro e le milioni di voci nel mondo che all’unisono sostengono la causa partenopea. Ed è per quella che bisogna lottare, è per quell’amore che bisogna dare tutto in campo, fino all’ultima goccia di sudore.

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