Un malconcio Napoli esce con le ossa rotte da Bologna, perdendo per 2-0 una partita dove non è riuscito a creare praticamente nulla, benché i felsinei a partita in corso abbiano dovuto sostituire Skorupski e giocare con un esordiente minorenne in porta. Ciò che preoccupa non è tanto il risultato, quanto la totale apatia di una squadra che a tratti sembra lobotomizzata, incapace di sviluppare una sola idea di gioco degna di questo nome. Si rivedono i fantasmi post-scudetto spallettiano, quando il naufragio iniziò con Garcia, per poi proseguire con Mazzarri e Calzona. Il tempo di recuperare c’è, ma bisogna capire che sta succedendo tra Conte, condottiero azzurro del quarto scudetto, e i suoi giocatori, un tempo suoi fedelissimi guerrieri.
Conte punta il dito contro i suoi
Ai microfoni dopo la partita si è presentato un Conte dimesso, quasi spazientito dal dover spiegare ogni volta una brutta prestazione della squadra. Ha fatto una cosa che non aveva fatto mai a Napoli: ha puntato il dito contro i suoi giocatori. Finora li aveva sempre difesi, ma ieri no, ieri ha usato parole durissime: “Non voglio accompagnare un morto”. Parole finalizzate forse a pungolare l’orgoglio dei giocatori, ma che potrebbero anche avere l’effetto opposto e aumentare la frattura che, a quanto pare, si sta creando tra squadra e allenatore.
Se è vero che in campo ci scendono i giocatori e che sono loro i principali responsabili di quello che succede sul rettangolo verde, è anche vero che Conte ha le sue responsabilità. La società gli ha comprato tutti, o quasi, i giocatori che aveva chiesto per affrontare le 4 competizioni con una rosa completa. Ha detto che avrebbe parlato con la società, ma per dire cosa? Che i giocatori non rendono? È compito suo risvegliare quel sacro furore che ha portato alla vittoria per certi versi miracolosa del quarto scudetto e che oggi sembra svanito, chissà dove.
Non bisogna essere disfattisti, le critiche devono essere sempre costruttive, ma non bisogna neanche nascondere la testa sotto la sabbia. Tra Conte e la squadra sembra che si sia creata una spaccatura e sta mancando quell’unione granitica della scorsa stagione. Certo, pesano anche gli infortuni, su tutti Lukaku e De Bruyne scelti come i due pilastri della squadra, ai quali si associa una condizione fisica a dir poco precaria, ma anche di questo il responsabile è Conte. Ora c’è una domanda da porsi: Conte è l’uomo giusto per trascinare il Napoli fuori dalle sabbie mobili nelle quali si è impantanato? Noi crediamo di sì e questa pausa giunge al momento giusto per guardarsi in faccia e capire cosa sta succedendo. Del resto, se volgiamo lo sguardo alla scorsa stagione, il Napoli più o meno di questi periodi perse in casa 0-3 contro l’Atalanta, poi sappiamo benissimo come finì quel campionato…
Una voce clamorosa
Qualcuno avrebbe parlato addirittura di una voce clamorosa: le dimissioni di Conte. Ipotesi che risulta molto fantasiosa e che, al momento, non trova alcun riscontro. La stessa società ha confermato la piena fiducia nei confronti del tecnico leccese, quindi Conte sicuramente non si tocca. Indubbiamente le sue dichiarazioni hanno fatto molto rumore e, secondo quanto trapelato, l’allenatore sarebbe molto infastidito anche da alcuni sussurri che hanno messo in dubbio i suoi sistemi di allenamento. Ora non resta che fare quadrato affinché squadra e allenatore ritrovino compattezza per ripartire dopo la sosta col piede giusto.
