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Scandalo arbitri, spunta l’ipotesi più pesante: cosa può cambiare davvero nell’inchiesta su Rocchi

Nuovi sviluppi nell’inchiesta sulla gestione della sala Var e sulle possibili irregolarità nel sistema arbitrale italiano. Secondo quanto riportato da Repubblica, il filone investigativo potrebbe aprire scenari ancora più delicati rispetto a quelli emersi finora. Il quotidiano indica infatti, “all’estremo opposto del bivio d’inchiesta sulla sala Var”, la possibilità che non si sia trattato soltanto di anomalie procedurali, ma di interventi mirati a favorire specifiche squadre. Un’eventualità che, se confermata, cambierebbe radicalmente il quadro.

Il nodo dell’accusa contestata a Rocchi

Il punto centrale dell’inchiesta ruoterebbe attorno a un presupposto ancora da verificare, ma potenzialmente decisivo. Sempre secondo Repubblica, lo scenario potrebbe rafforzarsi soltanto se risultasse fondato “il presupposto (sinora ignoto) dell’altra imputazione mossa a Rocchi”, cioè l’ipotesi che il designatore arbitrale abbia, “il 2 aprile 2025 a San Siro, in concorso con altre persone, combinato la designazione o l’esclusione di arbitri graditi o sgraditi dall’Inter”. Un passaggio particolarmente delicato, perché sposterebbe l’attenzione da presunte irregolarità di gestione a una possibile attività orientata a incidere direttamente sulle designazioni arbitrali.

Salta l’interrogatorio, slittano i chiarimenti

Un altro snodo importante riguarda l’interrogatorio atteso nelle prossime ore, che però non si terrà. Come sottolinea ancora Repubblica, “la speranza di capirne di più domani nell’interrogatorio si è dissolta ora che Rocchi, su consiglio del legale Antonio D’Avirro, ha legittimamente deciso che al buio non si presenterà”. La mancata comparizione rinvia così un momento che avrebbe potuto chiarire diversi aspetti dell’inchiesta. Secondo il quotidiano, il pm Ascione conoscerebbe già gli altri partecipanti, ma avrebbe dovuto rivelarne l’identità solo nel caso in cui Rocchi avesse accettato di farsi interrogare.

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