Il calciomercato del Napoli entra nel vivo della fase strategica: la parola d’ordine in casa azzurra è “vendere”. Per poter consegnare a mister e tifosi una rosa completa e competitiva in ogni reparto, la dirigenza ha una priorità assoluta: sfoltire i rami secchi e accumulare un “tesoretto” attraverso le cessioni.
Solo una volta chiuse le operazioni in uscita, il club potrà sferrare gli attacchi decisivi per i profili già individuati sul taccuino di Manna. Secondo quanto riportato oggi da La Gazzetta dello Sport, il piano è chiaro: vendere bene per comprare meglio.
Difesa e fasce: i nomi nel mirino per blindare la retroguardia
Il Napoli guarda con attenzione al mercato dei difensori e degli esterni per dare solidità ed equilibrio alla squadra. Tra i profili più seguiti spicca quello di Mario Gila della Lazio, un elemento che piace per fisicità e senso della posizione.
Ma la dirigenza azzurra non si ferma qui: per le corsie esterne restano caldi i nomi di Anan Khalaili, giovane talento dell’Union SG, e dell’esperto Nahuel Molina, ex Udinese, profilo internazionale capace di garantire spinta e qualità. Si tratta di innesti mirati che, tuttavia, restano legati a doppio filo alla velocità con cui il Napoli riuscirà a piazzare i giocatori attualmente in esubero.
L’attacco e il sogno a centrocampo: le ombre di Sorloth e Rabiot
In attacco si cerca un profilo di peso per completare il reparto avanzato. Resta viva l’idea che porta ad Alexander Sørloth: il gigante norvegese rappresenterebbe l’alternativa fisica ideale per il ruolo di centravanti, garantendo una soluzione tattica differente a gara in corso. Il vero colpo di scena, però, riguarda il centrocampo, dove il sogno proibito resta Adrien Rabiot.
L’eventuale approdo del francese a Napoli dipenderà quasi interamente dal futuro di Frank Anguissa: se il camerunense dovesse salutare Napoli, il club sarebbe pronto a tutto per regalare alla piazza il colpaccio a parametro zero. Un incastro di mercato delicato, che rende le prossime settimane decisive per il futuro azzurro.
