Il precampionato del Napoli si chiude con i fuochi d’artificio. Nella splendida cornice di Castel Di Sangro, gli azzurri hanno salutato il proprio pubblico con una prestazione travolgente, travolgendo l’Aris Salonicco per 6-2. A soli dieci giorni dal debutto ufficiale in Serie A contro il Genoa (fissato per sabato 22 agosto alle 20:45 al Ferraris), la squadra sembra aver già recepito i dettami del nuovo corso, mostrando una buona condizione atletica e un’intesa offensiva che fa sognare i tifosi. Un test finale che archivia la preparazione estiva con il massimo dei voti e proietta la squadra verso il campionato con una scorta di entusiasmo e gol.
Il festival del gol: la cronaca del match
La gara si sblocca al 19′ grazie a una prodezza balistica di Rrahmani, che trafigge il portiere avversario con un destro potentissimo da fuori area. L’Aris però non resta a guardare e al 31′ trova il pareggio con una punizione magistrale di Racic che si insacca all’incrocio. Poco prima dell’intervallo, il Napoli torna avanti: Alisson scappa sulla sinistra e serve al centro McTominay, glaciale nel firmare il 2-1 di sinistro.
Nella ripresa, Allegri rimescola le carte inserendo Milinkovic-Savic, Lobotka e Vergara. Il cambio di marcia è impressionante: De Bruyne sale in cattedra siglando il 3-1 su assist di Politano, seguito a ruota da Lorenzo Lucca, autore di una splendida girata in area per il poker. Al 74′ Lucca concede il bis per il momentaneo 5-1; poco dopo Racic trova la sua doppietta personale accorciando sul 5-2. Il sigillo finale porta ancora la firma di Kevin De Bruyne, che finalizza un’azione insistita del positivo Giovane, fissando il risultato sul definitivo 6-2.
Analisi tecnico-tattica: il Napoli camaleontico di Allegri e il fattore De Bruyne
Al di là del risultato tennistico, ciò che ha impressionato maggiormente è stata la capacità del Napoli di mutare pelle durante l’incontro. Max Allegri ha presentato una squadra camaleontica, capace di passare con estrema naturalezza dal 4-3-3 iniziale al 4-2-3-1, fino a un audace 3-4-2-1 con Giovane e Lang esterni a tutta fascia. Questo assetto ultra-offensivo, con la coppia Vergara-De Bruyne a supporto di Lucca, ha rappresentato il momento più esaltante del match, dimostrando che l’equilibrio può coesistere con il divertimento. Nonostante i due gol subiti (frutto di giocate individuali di Racic), la difesa ha concesso pochissimo, con Rrahmani e Rafa Marin apparsi già molto solidi.
La nota più lieta è senza dubbio la rinascita di Kevin De Bruyne. Il belga, schierato sulla trequarti con totale libertà di agire, ha mostrato una leadership e una voglia di incidere che ricordano il miglior Modric. “Re Kevin” sembra aver ritrovato il sorriso e la posizione ideale per fare male, colpendo anche un palo e servendo palloni d’oro per i compagni.
Ottime indicazioni sono arrivate anche dal centrocampo: Anguissa è tornato a essere il motore instancabile della mediana, mentre McTominay e Gilmour hanno mostrato una crescita costante. L’unico neo della serata è stato l’infortunio di Vergara, costretto al cambio dopo soli 27 minuti per un colpo alla tibia, ma lo staff medico filtra ottimismo. Con un Lorenzo Lucca rigenerato dalla doppietta e un De Bruyne in formato fuoriclasse, Allegri può guardare alla trasferta di Genova con estrema fiducia.
