Per il Napoli sembra essere iniziato un periodo in cui la fortuna ha voltato le spalle a Conte. Il tecnico è disperato: ha l’ennesimo problema da risolvere.
Sotto l’ombra del Vesuvio, l’atmosfera non è delle più serene. Il Napoli, nonostante il primato in classifica e un cammino comunque solido, dà l’impressione di essersi allontanato un po’ dallo spirito battagliero e dalla fame che avevano caratterizzato la stagione precedente. Le ultime settimane sono state complicate: una serie di pareggi a reti bianche, un attacco che fatica a incidere e un’infermeria che inizia a riempirsi in modo preoccupante. Il problema più evidente, per Antonio Conte, è la gestione delle assenze.
Gli infortuni di Romelu Lukaku, Kevin De Bruyne e Alex Meret pesano enormemente sull’equilibrio della squadra. Lukaku è ancora alle prese con la lunga riabilitazione dopo la lesione al retto femorale, subita a metà agosto: l’obiettivo è rientrare dopo la sosta di novembre, ma le condizioni restano un’incognita. De Bruyne, dal canto suo, ha subito una lesione al bicipite femorale durante la gara contro l’Inter e dovrà restare fuori fino al primo trimestre del 2026. Un’assenza pesante, non solo tecnica ma anche mentale, visto il ruolo centrale che il belga aveva conquistato nel sistema di Conte.
Come se non bastasse, anche il portiere titolare Alex Meret si è fermato per una frattura del secondo metatarso del piede destro, con rientro previsto a gennaio. Nonostante l’infortunio di quest’ultimo abbia permesso a conte di trovare un super Milinkovic-Savic, sono tre assenze chiave, che obbligano Conte a rivedere equilibri e gerarchie in ogni reparto. Il Napoli, abituato a dominare, ora sembra meno fluido e meno concentrato. Il pressing è meno coordinato, la manovra più prevedibile e la brillantezza offensiva spesso latita. Il risultato è una squadra che continua a macinare punti, ma con un’identità meno nitida.
Conte deve farsene una ragione, Fedele: “Servono 70 gol per vincere, ma chi li fa?”
A fotografare la situazione con la consueta schiettezza è stato Enrico Fedele, intervenuto su Stile TV nel programma “Salite sulla giostra” condotto da Auriemma. L’ex dirigente ha puntato il dito sul principale tallone d’Achille del Napoli: l’attacco. Il vero problema del Napoli è l’attacco, servono almeno 70 gol e chi li fa? – ha dichiarato Fedele, sottolineando come il reparto offensivo azzurro, pur ricco di talento, stia mancando di concretezza sotto porta. Il dirigente ha poi analizzato nel dettaglio la situazione del reparto avanzato: “Hojlund ne può fare 20, ma gli altri 50 chi li fa? Abbiamo esterni che non segnano”. Una critica diretta a un progetto tecnico che, a suo dire, avrebbe trascurato la necessità di inserire un esterno d’attacco capace di finalizzare. Il Napoli ha fatto una campagna estiva di mercato confusa e pasticciona – ha aggiunto – perché doveva prendere un esterno che facesse gol, un vice Anguissa e un sostituto di Di Lorenzo, ma non lo ha fatto.

Fedele non ha risparmiato nemmeno il riferimento all’influenza tattica di De Bruyne: “De Bruyne è un professionista serio, ma ha condizionato l’idea di Conte. Non voglio dire che senza di lui il Napoli migliora, ma con lui ci si è dovuti adattare a un modulo nuovo”. E proprio questo adattamento, secondo molti osservatori, ha reso più macchinoso il gioco degli azzurri, costringendo gli attaccanti a movimenti più rigidi e meno istintivi. La gara di oggi al Dall’Ara contro il Bologna sarà un test cruciale per Antonio Conte: una sfida contro una squadra in forma e difficile da affrontare, nella quale il tecnico dovrà trovare soluzioni d’urgenza per ridare ritmo e gol al suo Napoli. L’obiettivo resta chiaro: ritrovare fluidità e certezze, prima che il vento, da tiepido, diventi freddo anche ai piedi del Vesuvio.


