Il Napoli torna da San Siro con un punto e con la consapevolezza che questa Inter è forte, ma non imbattibile, e che la corsa scudetto è più aperta che mai. Prima del match molti tifosi partenopei avrebbero probabilmente firmato per un pareggio; al triplice fischio finale quelli più contenti per il punto conquistato erano invece i tifosi nerazzurri. Un Napoli indomito, immortale che, nonostante le difficoltà, ha sempre saputo rialzarsi e rimettersi in piedi, facendo capire ai rivali che dovranno sputare l’anima per strappargli dal petto quel triangolino tricolore.
Inter-Napoli 2-2: fattore McTominay
L’uomo simbolo della squadra azzurra è sicuramente McTominay, che incarna perfettamente lo spirito indomito e immortale di questo Napoli che non molla e non si arrende mai. Lo scozzese quando vede nerazzurro vede “rosso”: ha segnato ben 4 gol in 4 partite contro l’Inter.
Eppure il suo match era nato sotto una cattiva stella: lo scozzese si è infatti fatto rubare una palla sanguinosa a centrocampo dall’ex Zielinski, e proprio da lì è nato il vantaggio nerazzurro con Dimarco. Una vera mazzata, anche perché il Napoli aveva approcciato bene e proprio a centrocampo stava dettando ritmi e tempi di gioco.
Un errore che però non ha abbattuto McTominay, o come è ormai conosciuto a Napoli McFratm, che anzi si è caricato la squadra sulle spalle andando a segnare con cattiveria il gol dell’1-1. E sempre lui si è ribellato a un risultato ingiusto dopo il vantaggio nerazzurro, mettendo la firma sul 2-2 con una zampata perfetta e mortifera.
Fattore Hojlund
Se McTominay è l’eroe che si è preso la scena, Hojlund è stato il suo fedele scudiero. Il danese non ha segnato, ma se il Napoli ha giocato una partita così importante lo si deve anche ai suoi movimenti e alle sue giocate. L’attaccante ha tenuto su molti palloni per poi smistarli ai centrocampisti, permettendo alla squadra di salire e di non farsi schiacciare dal forcing nerazzurro.
Si è anche costruito un’occasione importante all’alba della ripresa, ma il suo sinistro ha batto la barba al palo di Sommer facendo tremare tutta San Siro. Un giocatore che sta completando il suo percorso di maturazione e che ha ancora ampi margini di crescita. È lui l’attaccante del futuro azzurro e ha fatto benissimo De Laurentiis a puntare su di lui.
Fattore resilienza
C’è un altro fattore che ha permesso al Napoli di uscire indenne da San Siro più forte di prima: la resilienza. Il Napoli di Conte non è una squadra perfetta, anzi, di scivoloni pericolosi ce ne sono stati tanti in questa stagione. I due brutti ko di Bologna e Udine, per non parlare dell’umiliante scoppola rimediata in Olanda contro il PSV.
Eppure questa squadra, proprio quando tutti la danno per morta, tira fuori il meglio di sé anche in situazioni di grande difficoltà. De Bruyne, Gilmour, Anguissa, Neres e Lukaku sono assenze pesantissime che avrebbero tramortito qualunque squadra.
Il Napoli invece, nonostante queste assenze, è in corsa per lo scudetto e la coppa Italia, ha già messo in bacheca una Supercoppa e può giocarsi le sue carte in Champions. Il padre di questa resilienza ha un nome e cognome, Antonio Conte, che a volte va oltre le righe (come ieri quando si è fatto espellere), ma che sputa l’anima sempre e comunque per la maglia azzurra, così come pretende che facciano i suoi giocatori. E questo basta ai tifosi azzurri, al di là di vittorie e trofei.
Fonte: SSC Napoli Instagram

