Il Napoli è stato ingabbiato dal Parma e ha racimolato un solo punto, inciampando nella rincorsa scudetto verso l’Inter che, a dirla tutta, era già stata ampiamente compromessa nel corso della stagione a causa di infortuni, punti gettati al vento e decisioni arbitrali a dir poco dubbie. Tuttavia a Parma si è visto un Napoli piuttosto involuto, senza idee e, obiettivamente, anche Conte ci ha messo del suo con alcune scelte obiettivamente poco condivisibili. Ecco l’analisi tecnica del match e gli errori che, secondo noi, ha commesso Conte.
Juan Jesus a destra, una scelta sbagliata
Per l’ennesima volta Juan Jesus è stato schierato a destra nella difesa a 3, un ruolo inedito per lui dove a volte ha fatto bene e altre volte meno bene, come ieri. L’errore più grave è stato quello di andare a saltare al centro, dove c’era Buongiorno, lasciando sguarnita la sua area di competenza. Proprio lì si è infilato Strefrezza che ha battuto Milinkovic-Savic.
L’errore di Juan Jesus è stato evidente, ma chi ha giocato a calcio sa bene che un mancino che gioca a piede invertito (stesso discorso per un destro che gioca a sinistra), tende istintivamente ad andare verso il centro. Per questo motivo sarebbe stato più opportuno inserire Beukema, che giocherebbe nel suo ruolo naturale.
Sull’olandese, mai entrato nelle grazie di Conte, pure c’è da fare un ragionamento. È vero che non ha mai convinto in questa stagione, ma è anche vero che è stato preso per giocare in una difesa a 4, con un terzino al suo fianco. Nella difesa a 3 invece è meno “protetto”, in quanto deve marcare spesso esterni veloci, essendo quindi costretto a cambiare il suo modo di giocare. Sarebbe interessante vedere come se la cava Beukema in una difesa a 4, poiché è stato un investimento importante che deve essere recuperato.
La formula dei Fab Four non funziona
La formula dei Fab Four non ha convinto a inizio campionato e continua a non convincere oggi. Se all’alba della stagione era doveroso trovare la quadra per farli coesistere, adesso sembra francamente inutile, oltre che controproducente.
In un centrocampo a 2 Lobotka ha meno spazio di manovra ed è poco protetto (mentre nella stagione scorsa aveva due mastini come McTominay e Anguissa ai lati). Lo stesso Anguissa, al di là della precaria condizione fisica, si pesta un po’ i piedi con Lobotka. De Bruyne dovrebbe giocare come mezzala, invece si trova in una posizione ibrida. Il più sacrificato di tutti è però McTominay, esiliato a sinistra lontano dal gioco. Lo scozzese invece deve essere nel vivo nella manovra, al centro, dove può essere devastante. Non a caso il gol è nato da un suo inserimento centrale.
Perché insistere con la difesa a 3?
Giocare con la difesa a 3 contro un Parma che ha innalzato un vero fortino è sembrato un vero spreco. La scelta sembrava sbagliata dai primi 45′ ed è parsa ancora più inspiegabile con un Napoli totalmente votato all’attacco e un Parma che aveva messo il pullman davanti all’area.
Nella ripresa l’allenatore azzurro sarebbe potuto passare al 4-3-3, magari mettendo Gutierrez come terzino destro e arretrando Spinazzola a sinistra. Non dimentichiamoci che lo scudetto è arrivato giocando col 4-3-3, schema che fa parte ormai del DNA di questa squadra.
L’ingresso tardivo di Alisson Santos
Infine ci è parso tardivo l’ingresso di Alisson Santos, che poteva giocare dal 1′ o quanto meno da inizio ripresa. Il brasiliano è l’unico giocatore del Napoli che salta l’uomo, crea superiorità numerica e mette al centro cross interessanti. È stato tra i più vivaci, anche se nemmeno lui è riuscito ad abbattere il solidissimo muro gialloblu. Sarebbe stato interessante però vederlo dal primo minuto, perché partite come queste si vincono anche con una giocata o un’invenzione, che sono nelle corde del brasiliano.


