Il calcio italiano, a volte, sembra seguire un copione scritto con anni d’anticipo. Non sono solo i risultati sul campo a raccontare le gerarchie, ma anche i movimenti dietro le quinte, quegli intrecci di potere che vedono i soliti protagonisti cambiare maglia restando però fedeli a una rete di rapporti consolidati.
L’imminente ingresso di Giovanni Carnevali nei quadri dirigenziali della Juventus rappresenta, per molti osservatori, la chiusura di un cerchio aperto otto anni fa, in uno dei momenti più tesi della recente storia della serie A.
Il muro del Sassuolo su Politano e l’ombra della Juventus
Dobbiamo tornare al gennaio 2018. Il Napoli di Maurizio Sarri, in piena corsa scudetto contro la Juventus, è alla ricerca del colpo decisivo per lo sprint finale: Matteo Politano. Il giocatore vuole l’azzurro, il Napoli è pronto all’investimento, ma si scontra con il muro eretto da Giovanni Carnevali, allora amministratore delegato del Sassuolo.
Nonostante le pressioni del calciatore, la trattativa naufraga tra tempi lunghi e rifiuti categorici. In quel clima già surriscaldato, intervenne un terzo attore che, sulla carta, nulla aveva a che fare con la negoziazione: Beppe Marotta. L’allora dirigente della Juventus, rivale diretta del Napoli per il titolo, si sentì in dovere di commentare pubblicamente la vicenda, sottolineando come il Sassuolo non avesse alcuna necessità economica di vendere Politano.
Un’uscita che all’epoca sollevò più di un dubbio: a che titolo il dirigente di una squadra concorrente analizzava i bilanci e le strategie di mercato di un altro club?
Coincidenze o sistema? Un cerchio che si chiude
Oggi, con il passaggio di Carnevali alla Juventus, quelle “anomalie” di otto anni fa assumono una luce diversa. Nel calcio delle plusvalenze e delle partnership strategiche, la sensazione netta è che non si tratti di semplici coincidenze, ma della fotografia nitida di un sistema di equilibri e amicizie consolidate.
Quella porta chiusa in faccia al Napoli nel 2018 sembra essere stata, col senno di poi, una delle tante tessere di un mosaico che oggi vede Carnevali approdare naturalmente alla “casa madre” bianconera. La storia del calcio italiano non dice mai tutto in modo esplicito, ma suggerisce abbastanza per chi sa leggere tra le righe: i rapporti di forza si costruiscono nel tempo e le porte che si chiudono oggi sono spesso quelle che garantiscono un ingresso privilegiato domani.

