Da pochi giorni è stato inaugurato il bellissimo murale fuori allo stadio Maradona, dove è raffigurato il Napoli Dream Team, la top 11 ideale che racchiude i migliori calciatori, ruolo per ruolo, che hanno indossato la maglia del Napoli. Inevitabilmente qualche grande campione è rimasto fuori: basti pensare a Sivori, a Canè, a Vinicio, a Pesaola, a Castellini, a Lavezzi, a Higuain, giusto per citarne alcuni.
Ma c’è un’esclusione eccellente che ha fatto più rumore delle altre: Ciro Ferrara. L’ex difensore, napoletano verace, ha vinto scudetti e coppe internazionali col Napoli e ha giocato al fianco del più grande calciatore di tutti i tempi: Maradona. Si aspettava quindi di essere presente, ma così non è stato.
La delusione di Ciro Ferrara
In un lungo post su Instagram, Ferrara non ha nascosto la sua profonda delusione per non essere presente sul murale. Ecco il suo “sfogo”: “In relazione all’inaugurazione del murale dello Stadio Maradona, visti gli articoli che sono usciti sui vari siti e sui social, desidero chiarire la mia posizione.
Mentirei se dicessi che non mi è dispiaciuto non essere stato inserito tra gli Undici ideali, anche perché sono un figlio di Napoli e sono il napoletano più vincente nella storia del Napoli. Mentirei anche se fingessi di non conoscerne il motivo reale, nonostante le supercazzole che sono state accampate.
Per fortuna, e ne ho la prova ogni volta che giro a piedi per le strade della mia città, ci sono napoletani e tifosi realisti, che quell’epoca l’hanno vissuta e la ricordano bene, conoscono i fatti che portarono al mio trasferimento e sanno che non hanno mai significato un rifiuto della mia storia e delle mie origini.
Se è vero che la decisione finale è stata presa dall’esecutore del murale, penso che si sia persa l’occasione di assumere uno sguardo puro, cioè non contaminato da condizionamenti soggettivi, che avrebbe davvero dato a quest’opera il respiro eterno a cui ambiva.
Rimane, invece, un murale figlio del suo tempo e della mano del signor Ciro Cerullo nato nel 1990 che lo ha realizzato, troppo giovane per avere vissuto e compreso quegli anni, e che si è fatto sicuramente guidare dal “sentito dire”.
Se la scelta di non rappresentarmi deriva, come credo, da un risentimento dei tifosi, mi consola il fatto che la parola “risentimento” abbia origine dalla parola “sentimento”, pur ferito.
Per quanto riguarda il mio, di sentimento… chi non ricorda la scena di Stoccarda, in cui Diego mi abbracciava e spiegava a tutti che io quella vittoria la meritavo più di ogni altro per via del mio legame autentico con Napoli? Diego ha sempre saputo chi fossi e da dove arrivassi. Sono Ciro Ferrara, napoletano di nascita e di sangue. Non serve aggiungere altro”.
Le vere motivazioni della sua esclusione
Jorit, chiamato in causa da Ferrara, ha risposto che i migliori 11 migliori della storia azzurra non sono stati scelti da lui, bensì dai tifosi. Si è trattata quindi di una decisione del popolo.
Si potrebbe pensare che la tifoseria napoletana abbia deciso di escludere Ferrara per il suo passaggio alla Juventus, ma in realtà non è neanche questo il vero motivo. In quel periodo il Napoli era sommerso dai debiti e, per sopravvivere, fu costretto a cedere, anno dopo anno, i suoi pezzi migliori fino al fallimento. Ferrara fu dunque “sacrificato” sull’altare del mercato,
La tifoseria napoletana (una parte, per lo meno) è matura e sa bene che, oggi come allora, il calcio è soprattutto business e quindi anche le bandiere possono cambiare colori e sventolare altrove. Del resto, da un punto di vista professionale, per Ferrara non poté rivelarsi scelta migliore, dal momento che sotto l’ombra della Mole vinse praticamente di tutto, tra scudetti e coppe nazionali e internazionali.
Non è quindi questo che ha ferito i tifosi napoletani, quanto le successive dichiarazioni di Ferrara, quando appese le scarpette al chiodo. A precisa domanda su quale fosse stato il periodo migliore della sua carriera, lui rispose senza esitazione: “Sicuramente la Juve”. Ma la cosa che fece più male ai napoletani fu quando, in occasione di un Napoli-Juventus, gli fu chiesto per chi avrebbe tifato e lui rispose: “Non saprei, è come dire se vuoi più bene a mamma o a papà”.
Soprattutto quest’ultima dichiarazione è rimasta come una cicatrice sul cuore dei napoletani. Ferrara giustamente non poteva cancellare il suo passato bianconero, anche perché è lastricato di successi scintillanti, come la Champions e la Coppa Intercontinentale. Tuttavia l’aspetto professionale è una cosa e l’aspetto sentimentale è un altro. Un napoletano, nato e cresciuto calcisticamente nel Napoli, che ha vinto con la maglia azzurra al fianco di Maradona, avrebbe dovuto rispondere senza esitazioni: “La Juventus è stata una parte importantissima della mia carriera, ma tiferò sicuramente Napoli”.
Questa è la risposta che si sarebbero aspettati i napoletani, capaci di dare il cuore, ma capaci anche di legarsi a vita quello che considerano uno “sgarbo”. Questa è una cosa che Ferrara, da napoletano, dovrebbe sapere bene. Resterà sicuramente legato per sempre alla storia del Napoli per quello che ha fatto, ma il passato e soprattutto le dichiarazioni non si cancellano.
