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Perché Allegri non è ancora l’allenatore del Napoli? C’è il rischio di andare in tribunale col Milan

Massimiliano Allegri non è ancora l’allenatore del Napoli perché non è stato ancora raggiunto un accordo per la risoluzione del contratto con il Milan: il nodo principale resta la buonuscita richiesta dal tecnico livornese, che blocca di fatto il suo approdo all’ombra del Vesuvio.

Nonostante Allegri sia il prescelto di Aurelio De Laurentiis, la trattativa con il club rossonero è in una fase di stallo totale, impedendo l’ufficializzazione del nuovo corso azzurro.

De Laurentiis perde la pazienza: 30 giorni di attesa sono troppi

La diplomazia ha i suoi tempi, ma quella del Napoli sembra essere ormai esaurita. Secondo quanto riportato dalla redazione di Mediaset, la pazienza di Aurelio De Laurentiis è arrivata al limite: dopo un mese esatto di riflessioni e tentativi di mediazione, non è ancora stata trovata una quadra. La tensione tra le parti è in costante aumento.

Mentre l’agente di Allegri continua a tessere contatti con la dirigenza del Milan per sbloccare la situazione legata alla buonuscita, il club rossonero resta fermo sulle proprie posizioni. Paradossalmente, il “muro” riguarda solo il primo allenatore, dato che alcuni suoi storici collaboratori hanno già trovato altre sistemazioni: Filippi è approdato alla Fiorentina, mentre Corradi è ufficialmente un nuovo membro dello staff della Sampdoria.

Il bivio di Allegri: accordo lampo o scontro in tribunale

Il futuro della panchina del Napoli si deciderà nel giro di pochissimi giorni, probabilmente entro le prossime 48 o 72 ore. Per Massimiliano Allegri le strade percorribili sono ormai ridotte a due. La prima prevede un compromesso economico a metà strada con il Milan, che permetta una risoluzione consensuale e immediata per lui e per il resto del suo staff.

La seconda opzione, decisamente più rischiosa e traumatica, riguarda le dimissioni del tecnico. Questa scelta, tuttavia, non sarebbe priva di conseguenze: avendo ancora un anno di contratto, Allegri rischierebbe una causa per danni presso il Collegio di Garanzia della FIGC. Uno scenario che porterebbe la querelle direttamente nelle aule di tribunale, allontanando ulteriormente l’inizio della sua avventura sulla panchina del Napoli.

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