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Sandro Sabatini fa marcia indietro dopo lo “scivolone” sui napoletani, ma siamo stanchi dei soliti pregiudizi e luoghi comuni

Anche nel giorno in cui l’Inter vince e festeggia il suo 21° scudetto, c’è qualcuno che tira in mezzo il Napoli e i suoi tifosi. Quel qualcuno è Sandro Sabatini, giornalista Mediaset che, su Pressing, si è lasciato sfuggire una frase infelice: “A Milano si lavora, invece a Napoli a Piazza Plebiscito negli anni scorsi… Si erano presi due giorni di ferie, diciamolo…”.

La reazione dei tifosi napoletani

Com’era prevedibile, i tifosi napoletani si sono risentiti della frase del giornalista, che si è reso protagonista di una delle più classiche “gaffe”, uno scivolone poco elegante che francamente poteva evitare. Nei confronti del giornalista sono piovute anche offese, che personalmente condanniamo poiché ogni confronto va fatto nel massimo rispetto di tutti gli interlocutori. Tuttavia la rabbia è più che comprensibile, poiché additare i tifosi napoletani come “fannulloni” solo perché hanno deciso di festeggiare lo scudetto è, per usare un eufemismo, fuori luogo.

Va comunque fatta una precisazione: il Napoli vinse il quarto scudetto venerdì 23 maggio e il giorno dopo, sabato 24 maggio, la squadra festeggiò sul Lungomare, accompagnata da un oceano di tifosi, circa un milione. Molti tifosi non andarono a lavorare semplicemente poiché il sabato per varie attività e uffici è un giorno festivo, ma tanti altri si recarono regolarmente sul luogo di lavoro dopo aver festeggiato la sera prima.

Le “puntuali” scuse di Sabatini

Come spesso accade in questi casi, prima la si fa fuori dal vaso (scusate il francesismo) e poi si ritorna sui propri passi, chiedendo scusa e spiegando che le parole sono state fraintese.

Ecco le parole del giornalista a Radio Marte: “Le mie parole sui festeggiamenti a Napoli e a Milano? Ve lo racconto attimo per attimo ciò che è successo. Verso l’1 di notte, l’inviata Mediaset, la Vanali, pronuncia queste parole ‘la piazza si sta svuotando perché a Milano lavorano e in tanti sono andati a casa’. Io rispondo ‘eh no, a piazza Plebiscito, l’anno scorso, hanno fatto veramente festa’. Poi la Bertini si sovrappone e dice ‘si, ma sei troppo malizioso però’. Io dico a Clemente Russo ‘è vero che hanno festeggiato tanto a Napoli? Si son presi due giorni di festa pur di festeggiare’. Quando la Bertini mi dà del malizioso io stavo dicendo che i tifosi dell’Inter stavano facendo poca festa, non che ne avevano fatta troppa i tifosi del Napoli. Russo, che è napoletano, dice ‘Sì, abbiamo festeggiato per 48 ore’”.

Poi ha continuato: “Le ferie si prendono a lavoro, i fannulloni non le prendono. Sono stato assalito sui social per una notizia che è stata presa al contrario, dovete dare il giusto peso alle espressioni. Quella da ammirare per l’esuberanza della festa è quella di Piazza Plebiscito e non quella di Piazza del Duomo. In certe situazioni, dare una smentita significa dare due volte la stessa notizia e non conviene. Io mi voglio far del male da solo, ho molta fiducia nei tifosi napoletani, anche in quelli che mi stanno offendendo. Non dico che mi devono chiedere scusa, ma io ho detto esattamente il contrario di ciò che è stato pubblicato da alcuni account”.

Arrivano poi le scuse: “In questo caso mi sto ponendo il problema di come mi sono posto perché se un giornalista non riesce a farsi capire deve giustamente chiedere scusa. Io chiedo scusa su una roba che è stata pubblicata al contrario, se volete chiedo scusa altrimenti in maniera molto semplice vi congedo con una battuta. Tanti anni fa, quando dovevo far festa io ero il primo a dire ‘guai a chi domani si presenta a lavoro’. Se potessi tornare indietro nel tempo? Col senno di poi sarei più incisivo nel far capire cosa intendevo dire. Chiedo scusa per come è stato travisato. Dico una cosa scomoda che spero venga accolta con naturalezza, quando la Bertini mi dà del malizioso lo fa perché io ho detto anche che gli interisti hanno fatto bene a festeggiarlo anche se c’è un’inchiesta in corso. Marotta ha detto che l’Inter è tranquillissima, mi sembrava proprio appropriato parlarne”.

Infine ha chiosato sulle offese ricevute sui social: “Mi dispiace, non tanto leggere i vari ‘munnezz’ o robe anche più gravi che tra l’altro invito a togliere dai vari social. A ripensarci adesso, quella battuta che ho fatto avrebbe dovuto offendere i tifosi dell’Inter, non quelli del Napoli. E’ come se gli avessi detto ‘ma come? Anziché festeggiare ve ne tornate a casa?’. Pago il caffè ai napoletani? Vabbuò. Mi piacerebbe offrire il caffè a tutti, prometto che faremo una puntata intera a contatto coi radioascoltatori”.

Basta con pregiudizi e luoghi comuni

Nonostante le scuse e le spiegazioni di Sabatini, è difficile pensare che si sia trattato di un semplice fraintendimento. Tra l’altro, da giornalista qual è, Sabatini dovrebbe conoscere perfettamente il peso delle parole e lui, sinceramente, le ha usate molto male.

Inutile dire che, sull’onda delle sue dichiarazioni, molti tifosi interisti si sono accodati, alimentando i soliti luoghi comuni che a Napoli non si lavora, si prende il sole a Mergellina, si va avanti solo col reddito di cittadinanza ecc.

La verità è che siamo stanchi dei soliti luoghi comuni, dei pregiudizi e delle offese mascherate da “frasi simpatiche e goliardiche”. Noi napoletani meritiamo rispetto perché lavoriamo nella stessa maniera in cui si festeggia a Milano, e sappiamo festeggiare anche meglio. Se l’anno scorso a Napoli eravamo un milione a festeggiare, e a Milano solo 300.000, un motivo ci sarà…

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