Contro il Milan difendersi per non prenderle? Assolutamente no: attaccare per vincere da campioni d’Italia

Un tricolore da onorare sul petto e nel cuore nonostante un inizio stagione con la strada costantemente in salita. La vittoria contro il Verona in rimonta regala al Napoli maggiore serenità, nuove consapevolezze e la voglia di voltare pagina proprio dal big match di domenica contro il Milan

Che sia azzurra, che sia nera o persino quella bianca con lo splendido Vesuvio, la casacca 2023/2024 del Napoli ha su di sé un surplus di emozione. Abbassando un po’ lo sguardo, al centro del petto giusto a metà tra il sangue pompato dal cuore e l’aria inalata dai polmoni, si erge, radioso il triangolino tricolore dello scudetto stravinto lo scorso anno. Sugellato da un’impresa storica, ha un valore immenso per i tifosi che se lo godono dopo 33 anni di grandi sofferenze, vittorie e picchi altalenanti. Tutta Italia deve ammirarlo, i tifosi se lo coccolano e in ogni gara deve essere onorato e rispettato al di là dei risultati ma dello spirito di abnegazione che si dispensa in campo. Il campionato sta prendendo una piega diversa e la vittoria contro il Verona potrebbe essere da stimolo per voltare definitivamente pagina e guardare il presente con maggiore serenità e fiducia. Grande banco di prova sarà il big match di domenica sera a San Siro contro il Milan, prova del nove per confermare che i fantasmi del passato siano ormai soltanto un ricordo.

Lo scoglio Milan è da sempre un ostacolo importante da superare, fucina di ricordi altalenanti nella stagione dello scudetto con la Champions portata via dall’ombra del Vesuvio. E poi i dubbi su Spalletti di De Laurentiis nati proprio dal sonoro ko subìto in campionato: insomma, sarà gara vera

Il big match tra Milan e Napoli regala da sempre un incredibile amarcord che soltanto negli ultimi 12 mesi annovera una doppia sfida dal grande fascino. Prima il Cholito Simeone che ne sugella la vittoria azzurra a San Siro, poi la doppia amarezza in Champions prima a Milano con Bennacer e poi con il pari del Maradona che regala la qualificazione ai rossoneri. Ma il momento peggiore della scorsa stagione, tra i pochissimi registrati prima del tricolore, è stato il sonoro poker subìto in campionato da Di Lorenzo e compagni al Maradona. Una serata da dimenticare che ben ha citato ancora oggi il presidente De Laurentiis in conferenza stampa e che ha sancito una prima rottura con Spalletti, una cicatrice insanabile che ancora fa male e che si aggiunge tra i motivi per i quali per i partenopei quella di domenica sarà una gara molto importante. Ma c’è anche un altro importante motivo: le gerarchie. Se lo scorso anno i punti di distanza tra le due squadre erano due decine, in questa stagione la squadra di Pioli ha ben 14 punti di vantaggio su quella di Mazzarri, con quest’ultima che però ha un match da recuperare. Le differenze in campo non sono così abissali, i due percorsi assolutamente sì. A intermittenza il Milan, montagne russe di sbagliata programmazione per il Napoli, con un importante set point proprio domenica a San Siro.

Difendersi per non prenderle ma Giroud e Leao sono davvero così imprendibili? Un atteggiamento giusto è quello che premia in campo, è quello che fa ancora grandi i campioni d’Italia, detentori di record e di talento e non vittime già sacrificali di una gara importante, complicata ma mai impossibile

“L’atteggiamento giusto è fare come contro l’Inter in Supercoppa e il campionato all’Olimpico contro la Lazio: difendersi per non prenderle”. Ho letto e sentito questa frase quasi continuamente negli ultimi giorni da tifosi, addetti ai lavori, passanti, appassionati di calcio. Ma come paragonare momenti diversi e di forte emergenza, dove la conta degli infortunati era quasi alla stregua di quella dei presenti negli allenamenti a Castel Volturno. Tranne Osimhen in finale di Coppa d’Africa e qualche lungodegente, la rosa sta tornando pian piano ad essere quasi tutta all’attivo, con la possibilità di gestire bene la settimana e le forze a disposizione sia nell’undici titolare che nei subentranti. Non è da tutti infatti avere in panchina Raspadori, Dendoncker, Ostigard, Ngonge, Mazzocchi, Natan e Lindstrom solo per citarne alcuni, così come coloro che sono i prescelti di Mazzarri per giocare dal 1′ sono in gran parte gli stessi artefici dello storico scudetto dello scorso anno. Di fronte il miracolo Pioliano, con l’immortale verve di Giroud, rapace dell’area di rigore, il gran talento di Leao, la garra di Theo Hernandez, la precisione di Calabria, le immense parate di Maignan. Ma anche 46 gol fatti e 27 subiti contro i 32 siglati dal Napoli e 26 subiti…e per una squadra che ha 14 punti potenziali in meno, non è per nulla male. I valori sulla carta si possono equivalere e molto lo farà la cura dei dettagli, la tattica e l’atteggiamento in campo perchè l’ambiente si sa, è ostile, sempre. Dai campioni d’Italia non ci aspettiamo le barricate, oggi è un’altra storia. Ci si aspetta un Napoli arcigno in difesa come contro Salernitana, Fiorentina, Inter, Lazio e Verona: sì, qualche sbavatura ci può stare, colmata dal grande talento in attacco che deve fare la differenza. Senza paura, senza timori reverenziali, senza le paure del passato. Solo così si può battere il Milan: solo così si può voltare realmente pagina e tornare a sorridere, scalando ancora la classifica.

Previous post Le Verità di Aurelio…
Next post Il momento della verità: Milan e Napoli di scena a San Siro tra un Pioli diplomatico e il silenzio strategico di Mazzarri

Articoli correlati

Lascia un commento