Il Napoli aspetta Osimhen: tra aerei persi e musi lunghi (non) è ancora il suo momento

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Victor Osimhen è tornato all’ombra del Vesuvio con qualche ora di ritardo a causa di un imprevisto: Mazzarri lo coccola, i tifosi lo aspettano ma c’è da cacciar via l’amarezza della Coppa d’Africa persa in finale e di un Napoli che non decolla

Alla vigilia della gara di domani pomeriggio al Maradona contro il Genoa, il Napoli si lecca le ferite e cerca di scacciar via dalla mente il ko contro il Milan. No, non un brutto ko ma decisamente atipico, per una gara che si sarebbe potuta non perdere e altresì vincere. Ma con i se e con i ma non si va certo lontano e Mazzarri lo sa, ricercando il miglior Napoli per riprendere già da domani la sua corsa verso un quarto posto lontano ma non ancora irraggiungibile. Se Mazzarri oggi ha ammaliato tutti con una conferenza stampa molto schietta, la star della settimana è stata sicuramente Victor Osimhen. Pur senza giocare né vestire da tempo la maglia azzurra infatti, ruba sempre l’attenzione e le copertine di giornali, magazine e social in giro per il mondo. E’ quasi naturale quando sei un predestinato, quando sulle spalle il numero 9 è un onore ma anche e soprattutto un onere. All’ombra del Vesuvio è tutto più intenso: da condottiero dello scudetto a suon di sorrisi, gol e balletti fino al momento attuale in salita, con la Nigeria nel cuore e anche qualche polemica di troppo durante la gestione Garcia. Ancora il disgelo con il presidente De Laurentiis e una consapevolezza: saranno gli ultimi mesi perché, con il valzer degli attaccanti nei top club d’Europa, Victor vestirà una nuova blasonata camiseta sin da questa estate.

Una stagione di alti e bassi, tanto nervosismo ma anche sprazzi di immenso talento: i tifosi lo attendono e lo supportano in una settimana sicuramente non semplice

Un calciatore come Victor Osimhen è particolarmente divisivo: leader travolgente quando le cose vanno bene e impulsivo, troppo nei momenti in salita. Al contempo così forte e empatico da creare sempre e subito con i tifosi un’enorme empatia da perdonarlo anche per qualche marachella di troppo. Negli scorsi mesi un episodio avrebbe potuto incrinare il suo rapporto con i tifosi, eliminando tutti i post sui suoi canali social in cui indossava la maglia azzurra o parlava del Napoli. Nonostante si sia superato quel momento, la maggior parte di quei contenuti non sono tornati, mettendoci spesso il carico anche contro agenti, mercato, clausole o ingaggi. I supporter partenopei lo hanno capito, compreso, atteso: poi da giugno sarà quel che sarà perché all’ombra del Vesuvio vige una regola, prima la maglia poi chi la indossa.

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La Coppa d’Africa incredibile vetrina così come la grande amarezza del ko subito in finale dalla vittoriosa Costa d’Avorio: e tra aerei persi e musi lunghi si torna a Napoli con la voglia di un doppio riscatto

Che ci sia enorme rispetto tra Osimhen e il Napoli lo hanno confermato anche i benefit concessi dalla società in vista della Coppa d’Africa. Qualche giorno in più di riposo fino all’inconveniente del ritardo aereo che gli ha fatto perdere una coincidenza ritardando di 24 ore il suo ritorno in azzurro. Ma ci può stare, cosa sarà mai. Magari non è proprio questo il pensiero di Mazzarri, costretto a cambiare titolari, modulo, diktat e credo calcistico negli ultimi 50 giorni proprio per l’assenza del 9 nigeriano e che finalmente, tra pochissimo, potrà tornare ad abbracciarlo anche in campo. Sì, perché il tecnico toscano ha confermato che in realtà si sono sentiti, confrontati, “coccolati” anche dopo i momenti difficili come questa settimana. E’ dura smaltire la delusione del ko in finale così come è dura dover far rinascere i campioni d’Italia dalle proprie ceneri che poco a poco stanno ardendo per dire la propria. I musi lunghi visti in aeroporto pian piano stanno lasciando spazio a timidi sorrisi, cercando di raggiungere presto quelli di un gruppo che vuole tornare a essere allegro, spensierato e vincente: e per farlo ci vogliono sia le vittorie che un po’ di continuità.

Ed è così che il Napoli aspetta Victor e Victor attende il suo Napoli per tornare a sorridere insieme e scrivere ancora pagine splendide prima di un addio che ormai è nell’aria da troppo tempo

L’unico modo per scacciar via una duplice sofferenza è scrivere nuove pagine che possano donare un sorriso, regalare una soddisfazione e sbiadire poco alla volta quelle delusioni ancora ben tangibili. Victor sa come fare e ha tutta la voglia di farlo: basta tornare in campo e ritroverà un nuovo Napoli, non ancora vincente come dovrebbe ma ben conscio che può ritrovarsi in fretta. Servono anche i suoi gol perché i sei siglati nelle ultime cinque giornate sono davvero pochi e non sono bastati per avvicinarsi al quarto posto che potrebbe prendere presto il volo. Serve il miglior Victor, quello sorridente, spensierato, che macina chilometri di campo e fantastiche geometrie con Kvaratskhelia, quello che corre ad abbracciare i compagni a ogni giocata fantastica e che infiamma i tifosi al Maradona. Quello che fa impazzire la Nigeria ma anche Napoli, l’Italia e l’Europa tutta che se lo contenderà la prossima estate. Il Napoli serve a Victor e Victor serve al Napoli: e se l’attesa aumenta il desiderio, il suo sarà un ritorno davvero con i fiocchi.

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