Dal bel calcio ai problemi sociali: i riflettori di Inter-Napoli si accendono sulla piaga razzismo

Il pareggio di Inter-Napoli a San Siro passa in secondo piano dopo il bruttissimo episodio occorso al difensore del Napoli Juan Jesus.

Al 59′ del match il calciatore si è lamentato con l’arbitro per una frase razzista ricevuta da Acerbi in campo: intanto si continua a indagare e a fare luce sull’accaduto.

Inter-Napoli è stato il match clou della 29a giornata di serie A, giunto dopo una settimana che ha visto la grande delusione delle italiane in Champions. L’eliminazione la settimana precedente della Lazio poi in 48 ore anche di Napoli e Inter è stato un duro colpo per il calcio italiano, rimboccandosi però le maniche per dare spettacolo in campionato. I campioni d’Italia in carica a casa della capolista e di chi, quanto prima, vestirà sulla propria maglia quell’ambito triangolino tricolore. Un passaggio di testimone che avrebbe dovuto lasciare spazio esclusivamente alle questioni di campo, alla bravura di Sommer e Meret, alla garra di Calzona e al piccolo capolavoro di Inzaghi, dalla verve di Dimarco alle geometrie di Lobotka. Eppure, i riflettori si sono spostati su un problema etico-sociale molto serio: quello del razzismo.

Non ne avremmo mai voluto parlarne e invece tocca ritornarci prepotentemente perché, anche se ci troviamo ben oltre l’inizio del 2024, è un tema ahimè sempre presente e costantemente alla ribalta. Questa volta è il calcio a farsene carico, con due esponenti di tutto rispetto: a lanciare l’allarme è stato al 59′ il calciatore del Napoli Juan Jesus, di origini brasiliane, che ha accusato il difensore avversario Acerbi di averlo epitetato con una parola razzista riferendosi al colore della sua pelle. Un episodio grave, gravissimo, l’ennesimo che accade all’interno di uno stadio ma che questa volta non vede come soggetti in questione curve, tifoserie e cori discriminatori ma due giocatori in campo.

Acerbi e Juan Jesus da sempre portatori di sani valori per un cammino di vita spesso in salita: “cose di campo” fin troppo gravi, da coloro che dovrebbero dare l’esempio.

Ricostruiamo in primis l’accaduto: è il 59′ di Inter-Napoli quando gli azzurri sono ancora in svantaggio e dopo l’ennesima azione di gioco a sportellate, Juan Jesus si avvicina all’arbitro La Penna e dice: “Così non va bene, mi ha detto ne**o”, indicando prima Acerbi e poi la toppa del “Say no to racism” che campeggia in determinate settimane del campionato sulla fascia da capitano e sulle magliette in campo. In diretta non si è potuto osservare alcun video sul momento indicato dal difensore partenopeo, certo di ciò che avesse ascoltato tanto da ricevere, di lì a poco, le scuse dell’avversario. Lo stesso giocatore brasiliano, autore della rete del pareggio azzurro nel finale di match è stato intervistato dalle tv al termine della gara, cercando di minimizzare l’accaduto: “Sono cose di campo, ha esagerato l’ha capito e si è scusato. Sono cose che si risolvono lì ma spero non capiti più perché è un ragazzo molto intelligente”.

Credits SSC NAPOLI

Dallo stesso Acerbi il silenzio più tombale, idem dall’Inter mentre il Napoli ha ricondiviso sui social le celebrazioni del suo giocatore, che ha pubblicato altresì una foto a difesa dei suoi diritti e di quelli della squadra. Non ce lo si aspettava da Acerbi, in particolar modo per il suo vissuto in salita, per la spiccata sensibilità, per le sfide che ha dovuto affrontare nella vita che lo hanno reso un uomo vero prima ancora che un calciatore. Un esempio di forza e abnegazione dentro e fuori dal campo che in pochi attimi ha fatto sbiadire il modello che incarnava, non solo nell’Inter ma anche nella Nazionale italiana, dove era appena stato convocato, come sempre, da mister Spalletti. Tutto si è infranto in pochi attimi e oltre il danno morale rischia anche quello fattivo: se dovesse emergere il video dell’accaduto, potrebbe rischiare fino a 10 giornate di squalifica.

La scelta di Spalletti in Nazionale, il comunicato stampa dell’Inter e il video del Napoli hanno animato la giornata odierna in attesa di nuovi sviluppi sull’annosa questione.

La giornata di oggi è stata molto convulsa, con l’accaduto ancora realmente da ricostruire. Si è iniziato in mattinata con il comunicato stampa della Figc e la decisione di Spalletti di estromettere Acerbi dalle prossime due amichevoli della Nazionale in programma negli Stati Uniti, convocando al suo posto Mancini. Prima di andar via ha avuto un altro confronto con il ct e i compagni, confermando che la sua non è stata una frase né razzista né discriminatoria, tesi ripetuta anche ai giornalisti presenti, appellandosi al consueto: “Avrà capito male”. Ben più netto invece il comunicato ufficiale dell’Inter che si riserva di chiarire ancora la questione con il calciatore una volta tornato a Milano, data la posizione forte della Nazionale. Insomma, un caso che è ben lontano dalla sua conclusione.

E il Napoli e Juan Jesus? Entrambi non si sono esposti sull’argomento se non tramite le parole social del difensore azzurro e con un video pubblicato oggi proprio per la campagna “Say no to racism” che condanna ogni forma di discriminazione, inneggiando al denunciare ogni tipo di sopruso verbale. Juan Jesus ovviamente ha ricevuto la solidarietà di tantissimi calciatori ed esponenti del mondo del calcio, in attesa delle decisioni del Giudice Sportivo e di un’eventuale prova tv domani, che potrebbe sancire un’altra pagina molto triste del calcio italiano e della carriera dello stesso Acerbi.

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