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Juventus-Napoli, i precedenti che hanno fatto la storia: dal “tiraggiro” di Volpecina alla “meteora” Datolo, fino al gol-scudetto di Raspadori

Juventus-Napoli Hamsik precedenti

Domenica 25 gennaio si gioca Juventus-Napoli, una sfida che ha sempre un sapore diverso dalle altre e che mette in palio punti pesantissimi. Gli azzurri, con una rosa ridotta all’osso, si giocano probabilmente le ultime fiches sul tavolo dello scudetto. Vincere è obbligatorio per non perdere ulteriore terreno dall’Inter. La Juve ha invece altri piani e ha bisogno dei 3 punti per riavvicinarsi alla zona Champions.

In questo articolo però facciamo un salto nel passato, un viaggio vintage tra gli Juventus-Napoli più emozionanti della storia.

Juventus-Napoli 1-3: quando Platini si inchinò a Maradona

Il 9 novembre 1986 Juventus e Napoli si affrontarono a Torino a pari punti dopo 8 giornate. I bianconeri dominavano da anni in Italia, mentre il Napoli di Maradona rappresentava il nuovo che avanzava.

Il primo tempo finì 0-0, privo di emozioni, ma era la classica quiete prima della tempesta. Nella ripresa successe di tutto: la Juve passò in vantaggio con Laudrup al 50′ e, ancora una volta, sembrava che la Vecchia Signora potesse cavarsela con l’esperienza.

Ma quel Napoli era indomito e, grazie anche ai cambi coraggiosi a trazione anteriore di Ottavio Bianchi, trovò il meritato pareggio con Ferrario. Poco dopo su calcio d’angolo Giordano insaccò la rete dell’1-2, un gol che cambiò la storia del campionato e forse anche del Napoli di Maradona. Poi Volpecina, appena entrato, trovò un bellissimo gol, una sorta di “tiraggiro” di “insignana” memoria che chiuse il match. Quella partita segnò idealmente un passaggio di consegne: la Juventus di Platini pluridecorata ma ormai alla fine di un ciclo stava per cedere il passo all’avanzata inarrestabile del sontuoso Napoli di Maradona.

La presa di Torino

Risale al 31 ottobre 2009 un altro Juventus-Napoli, destinato a rimanere scolpito in calce nella mente dei tifosi azzurri, quello terminato 2-3. Era il Napoli di Mazzarri, che non moriva mai.

In realtà la partita si mise subito male, con la Juventus che si portò in vantaggio con un colpo di testa di Trezeguet nel primo tempo. Nella ripresa un orrore difensivo di Contini spalancò a Giovinco le porte del 2-0.

Sembrava finita, ma quel Napoli aveva 9 vite. Mazzarri tirò dal cilindro una mossa a sorpresa: dentro l’argentino Datolo, fino a quel momento un oggetto misterioso. Eppure proprio dal piede dell’argentino arrivò l’assist per Hamsik che insaccò la rete dell’1-2.

Il Napoli prese coraggio e proprio l’argentino, in mischia, trovò l’incredibile 2-2 dopo un batti e ribatti in area. Poi, a pochi minuti dalla fine, ancora Datolo creò scompiglio sulla sinistra e su un pallone messo in mezzo, deviato male dalla difesa bianconera, si avventò Hamsik che bucò Buffon con un destro di rara bellezza. Una vittoria da batticuore, nel segno della “meteora” Datolo che, pur non avendo lasciato il segno all’ombra del Vesuvio, sarà ricordato per sempre per quel match indimenticabile.

Il gol agrodolce di Koulibaly

22 aprile 2018: Juventus e Napoli, guidati rispettivamente da Allegri e Sarri, si affrontarono a Torino in un match-scudetto. I bianconeri avevano 4 punti di vantaggio sugli azzurri, che dovevano quindi vincere per avvicinarsi ai rivali.

Benché non ci furono grandissime occasioni-gol, fu il Napoli che menò le danze per buona parte della partita, con la Juventus più attenta a non prenderle per difendere i 4 punti di vantaggio. Sembrava che la partita stesse scivolando verso lo 0-0, nonostante la vivacità del Napoli sotto porta.

Poi, al 90′, un totem nero si innalzò nell’area juventina e insaccò con uno stacco imperioso sul quale nulla poté Buffon. Quel totem era Koulibaly e quel gol fece scoppiare di gioia i tifosi azzurri, ma era purtroppo una gioia illusoria.

La settimana dopo la Juventus vinse una partita rocambolesca e infuocata contro l’Inter, con tanto di strascichi polemici per la mancata espulsione di Pjanic. Il Napoli crollò a Firenze e quello passò alla storia come lo “scudetto perso in albergo”.

Il gol scudetto di Raspadori

Sempre aprile, sempre Torino, sempre Juventus-Napoli, ma in quell’occasione la storia fu ben diversa. Era l’anno 2023 e il Napoli di Spalletti stava dominando il campionato in lungo e in largo. Aveva un vantaggio abissale sulle inseguitrici e a Torino poteva andar bene anche un pareggio.

Ma quello era il Napoli della Grande Bellezza, che non faceva prigionieri, mai, e allora fino alla fine la squadra azzurra, che dominò anche a Torino, attaccò fino a sfondare il muro bianconero. La rete fu messa a segno da Raspadori, un gol simbolico che di fatto vendicò quella tremenda beffa del 2018.

La rete fu segnata nella stessa porta e quasi allo stesso minuto di Koulibaly, come se il destino in debito nei confronti del Napoli avesse riportato indietro le lancette del tempo per rimettere le cose a posto, consegnando questa volta lo scudetto agli azzurri.

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