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Juventus–Napoli 3-0: una notte storta per i ragazzi di Mister Conte, errori pesanti e poca cattiveria

Napoli-Sassuolo Conte

Doveva essere una partita difficile, lo sapevamo. Ma nessuno si aspettava una sconfitta così netta. Il Napoli cade a Torino per 3-0 contro la Juventus, in una gara che lascia più di un rimpianto.

Il risultato è pesante e nasce da una somma di problemi che vanno oltre il punteggio finale.

Buon possesso, poca pericolosità

Nei primi minuti il Napoli prova a gestire il pallone per spegnere il pressing bianconero. L’idea è corretta, ma manca continuità. Ogni pallone perso diventa un rischio. Lobotka e McTominay lavorano molto, ma davanti le soluzioni sono poche.

Hojlund resta spesso isolato. Vergara ed Elmas faticano a trovare spazio tra le linee.

Il gol che cambia la partita

Al 22’ arriva il gol della Juventus. Locatelli trova David, Juan Jesus perde il duello e Meret viene battuto. Da lì in poi il Napoli va in difficoltà mentale prima ancora che tattica.

La squadra prova a reagire, ma crea solo tiri dalla distanza. Di Gregorio non deve mai compiere interventi decisivi.

Secondo tempo di nervi e stanchezza

Nella ripresa il Napoli entra con più intensità, ma senza lucidità. Hojlund ha una buona occasione, Spinazzola prova il cross, ma manca sempre l’ultimo tocco.

Quando la Juventus trova il 2-0, la partita finisce davvero. L’errore di Juan Jesus in impostazione è grave e spalanca la strada a Yildiz. Poco dopo arriva anche il terzo gol di Kostic.

A quel punto la squadra si spegne.

Lukaku e l’occasione mancata

Nel finale c’è spazio anche per Lukaku, ma l’unica vera occasione arriva al 90’. Hojlund fa il lavoro sporco, serve il belga che però sbaglia da pochi passi. Sarebbe stato solo il gol della bandiera, ma avrebbe reso il passivo meno duro.

Cosa resta

Il Napoli paga le assenze, ma anche una serata no di alcuni singoli. La difesa commette errori che a questi livelli si pagano. In avanti manca cattiveria.

Serve voltare pagina in fretta. Il campionato è lungo, ma certe sconfitte devono lasciare insegnamenti chiari.

Torino resta un campo difficile. Questa volta, però, il Napoli ha fatto troppo poco per cambiare la storia.

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