L’ultima sconfitta interna in serie A del Napoli risaliva all’8 dicembre 2024 contro la Lazio e la lunghissima imbattibilità, come a voler chiudere un cerchio, è caduta proprio contro i biancocelesti. Pochissimi gli azzurri che si sono salvati in una partita a tratti deprimente, dove è mancato tutto: gioco, idee e grinta.
MILINKOVIC-SAVIC: Uno dei pochissimi a salvarsi. Forse poteva fare qualcosina in più sul secondo gol, ma obiettivamente il tiro era molto forte e ravvicinato. Incolpevole sul primo gol. Ha il merito di parare il rigore che avrebbe potuto tenere in vita il Napoli. Se non altro, avrà fatto felice chi ce l’ha al fantacalcio. 7: ULTIMO BALUARDO.
BEUKEMA: Zaccagni è un brutto cliente e infatti gli va via spesso. Sbaglia qualche appoggio, ma in generale la sua è stata una partita di sofferenza. Dimostra di essere poco adatto alla difesa a 3. 5: PESCE FUOR D’ACQUA.
BUONGIORNO: Alla sua stagione horror, aggiunge altre due “perle”. Spazza malamente su Noslin, che se ne va verso l’area guadagnandosi il rigore dopo il contatto su Lobotka. Concede un altro regalo ai laziali, intervenendo male e fuori tempo sempre su Noslin, dando il via al secondo gol della Lazio. 4: DISASTER MOVIE.
OLIVERA: Prova a farsi vedere in avanti per creare la sovrapposizione, ma non riesce a sfondare mai. Partecipa anche lui al festival degli orrori e degli errori, sbagliando appoggi facili. 5: DISPERSO.
POLITANO: Ormai appare evidente che ha finito la benzina e non incide. Non salta mai l’uomo e, fatta eccezione per un paio di cross accettabili, non riesce mai a creare qualcosa di significativo. 5: BATTERIA SCARICA.
ANGUISSA: Altro giocatore fuori forma, che sta facendo una fatica bestiale a ritrovare la giusta condizione. Lo schema tattico non lo aiuta, infatti viene stretto nella morsa dei 3 centrocampisti laziali, risultando di fatto impalpabile. 5: SLOW MOTION.
LOBOTKA: Una delle peggiori prestazioni in maglia azzurra per il metronomo azzurro. Fuori fase, commette il fallo da rigore su Noslin. 5: GUASTO TECNICO.
SPINAZZOLA: Anche lui fa parte di quei giocatori che ormai hanno la lingua di fuori. Mai uno spunto degno di nota, non riesce a trovare lo spazio né per il tiro né per il cross. 5: SENZA FIATO.
MCTOMINAY: Nel naufragio generale anche il buon Scott non si salva. Parte ancora largo a sinistra, dove non sfonda mai. Viene riportato al centro, ma neanche lì riesce a incidere. 5: CAST AWAY.
DE BRUYNE: Dispiace dirlo, ma il belga a tratti è stato quasi imbarazzante. Sbaglia passaggi banali ed elementari e commette errori tecnici che da uno come lui non ti aspetteresti mai. Delusione totale. 4,5: IL RE NUDO.
HOJLUND: Il danese è costretto spesso a giocare spalle alla porta, ma adesso neanche la condizione fisica lo sorregge. Non arriva mai al tiro, francobollato senza pietà dai difensori laziali. 5: IL FANTASMA DELL’AREA.
ALISSON: Avrebbe dovuto giocare dal primo minuti, infatti colpisce un palo e crea un paio di situazioni pericolose. Si muove tanto, a tratti è fumoso, ma è l’unico che prova a fare qualcosa. 6: ULTIMO A MOLLARE.
ELMAS: Entra quando ormai la situazione è compromessa e non riesce a mettere ordine nel traffico del centrocampo. 5: IMBOTTIGLIATO.
GIOVANE: Si fa notare per un paio di cross sbagliati, ma per il resto è impalpabile. 5: FILE NON FOUND.
GUTIERREZ: Nemmeno lui riesce a sfondare mai nella difesa laziale, ma obiettivamente non poteva essere lui il salvatore della patria. 5: FRENO A MANO TIRATO.
MAZZOCCHI: Stesso discorso per Gutierrez, entra negli ultimi minuti e riesce a fare ben poco. 5: FUORI TEMPO MASSIMO.
CONTE: Il mister stavolta non ne ha azzeccata una e di errori ne ha commessi parecchio. I Fab Four, favolosi solo nel nome ma mai in campo, hanno sempre sofferto insieme e non si capisce perché Conte insiste su una formula che non funziona. Alisson doveva giocare dall’inizio, così come comincia ad essere stantio lo schema del 3-4-3, che soffre maledettamente in difesa e che fa una fatica bestiale a produrre azioni da gol. 4: WATERLOO.


