Sassuolo-Napoli formato campioni d’Italia tra i primi dettami del “Calzonismo” e la Juventus nel mirino

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Sassuolo-Napoli regala una splendida e convincente vittoria agli azzurri che in formato campioni d’Italia calano la sistina e tornano a macinare un ottimo calcio tra i dettami di Calzona e il prossimo ostacolo Juventus.

“Chi dice che il sole porta la felicità non ha mai ballato sotto la pioggia” recita un vecchio adagio e il Napoli ieri si è divertito danzando sotto i goccioloni caduti dal cielo di Reggio Emilia in formato campione d’Italia. Nell’ennesima settimana complessa da gestire dopo la grande amarezza della trasferta di Cagliari e la delusione per il pareggio subìto all’ultimo secondo, l’umore all’ombra del Vesuvio non era dei migliori eppure il diktat è rimasto solo “testa alta e lavorare”. Eh sì, perchè Meret e compagni, da squadra scudettata, non possono permettersi di guardare in basso, ricordandosi sempre il proprio valore e le qualità che li hanno contraddistinti per vincere il tricolore con numerosi mesi di anticipo nella scorsa stagione. Vero, ne è passata di acqua sotto i ponti eppure nelle gambe e nel cuore quella squadra seppur orfana di Kim è rimasta per grandi tratti la stessa, pur dovendo affrontare e incontrare numerose difficoltà.

Sulla carta il recupero infrasettimanale di Sassuolo-Napoli non disputata a gennaio per impegni azzurri in Supercoppa rappresentava una chance super ghiotta per dare una sterzata convincente alla stagione di entrambe. Per i neroverdi figurava come una grande boa dove aggrapparsi nel trascinante mare ricco di onde dei bassifondi della classifica mentre per i partenopei sarebbe stata una spinta d’umore e fattiva verso la zona Europa, ancor più in vista di 15 giorni decisivi per il prosieguo della stagione.

Senza dimenticare poi che domenica al Maradona arriva la Juventus per la madre di tutte le partite, nonostante questa volta paradossalmente, saranno di più i bianconeri a giocarsi le ultime fiches di inseguimento all’Inter sempre più proiettata verso lo scudetto di quest’anno e in fuga libera. Ciò che si è visto in campo al Mapei si è però materializzato come una vera e propria rinascita, ancor di più perchè la cura Calzona sta iniziando già a dare i suoi primi frutti.

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In Sassuolo-Napoli i primi dettami tattici di Calzona si sono palesemente presentati così come il riproporre un calcio familiare agli azzurri che quando trova i giusti spazi e le grandi motivazioni, regala sempre momenti di grande divertimento.

In pochi giorni era impossibile fare miracoli. Contro il Barcellona il Napoli ha limitato i danni, mantenendo ancora la qualificazione apertissima in vista del big match di ritorno in Spagna il prossimo 13 marzo. Quarantotto ore erano davvero troppo poche per dare un diverso volto a una squadra ferita nell’animo e nell’orgoglio e persino 7 giorni sono sembrati pochi con i troppi impegni ravvicinati. Gli allenamenti a Castel Volturno hanno donato agli azzurri un nuovo modo di pensare e approcciarsi alle difficoltà, grande carica e spirito di abnegazione, trovando poco a poco la fiducia in se stessi a partire da Victor Osimhen, grandissimo protagonista di Reggio Emilia.

Il 9 azzurro si è portato il pallone a casa con una tripletta da record ma soprattutto, ha ritrovato il sorriso che mancava da un bel po’ di mesi. Con gli ampi spazi concessi dal Sassuolo e una gran mole di gioco creata, anche l’attaccante principe partenopeo ne ha giovato, trascinando per mano i suoi dispensando sia la giusta dose di altruismo duettando con Kvaratskhelia ma anche di cinismo, puntando la rete appena possibile. Tutti indizi più che positivi in vista del prosieguo di stagione e del big match contro la Juventus, dove ogni episodio può fare la differenza e serviranno anche e soprattutto i gol di Osimhen per attentare alla zona Champions.

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Costruzione dal basso, ali sempre più offensive, terzini sganciati e reparti compatti: il “Calzonismo” sta dando i suoi primi frutti ma necessita ancora di tanto lavoro per limare i difetti e dar seguito ai risultati con maggiore continuità.

Non solo la prestazione di Osimhen ha rappresentato un punto di rottura con il recente passato: la conferma del 4-3-3 e dei dettami di un divertente “Calzonismo” di ispirazione Sarrista e Spallettiana ha dato nuova linfa sia alla squadra che ai tifosi, usufruendo al meglio degli errori difensivi del Sassuolo e degli ampi spazi concessi. Si ritorna alla costruzione dal basso che sì, deve essere ancora limata ma si è riaffacciata prepotentemente, così come una maggiore compattezza tra i reparti, ai terzini che si involano in attacco e riescono a fare la differenza sfruttando la grande tecnica e tenacia di Kvara, Politano e anche degli incursori d’eccezione come Anguissa e Rrahmani.

C’è spazio per tutti nel Napoli 3.0, anche per chi siede in panchina e aspetta il suo momento, conscio che arriverà. Raspadori, Simeone, Natan con Dendoncker e anche Zielinski perchè fin quando un contratto legherà una pedina al Napoli, deve dare tutto per la squadra, per la città e per la tifoseria. Ecco, i tifosi, come non chiosare proprio su di loro che nonostante il momento si sono confermati a seguito della squadra inondando lo stadio e il settore ospiti, che hanno già risposto presente all’appello di domenica con un quasi sold out anticipato contro la Juventus, si preparano alla trasferta di Champions e sotto la fluente pioggia gelida del Mapei Stadium non hanno smesso di cantare e incitare i partenopei neanche per un minuto. “Vi vogliamo così” perché è questo il vero Napoli, è questa la squadra che se la può giocare fino alla fine per un piazzamento Champions ma deve dimostrare ancora sul campo che nella mente e nel cuore vuole confermarsi quella impavida di Sassuolo e non quella timorosa e fragile vista in precedenza.

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