Napoli-Atalanta, probabili formazioni. Conte cambia tutto: si ritorna alla difesa a tre?

Conte ha il suo rinforzo

Riparte il campionato di serie A dopo la sosta per le Nazionali. Al Maradona va in scena Napoli-Atalanta, una sfida tra due squadre “malate” in crisi di identità. Il Napoli “contiano” deve riprendersi dalla brutta batosta di Bologna e rimettersi subito in marcia, mentre gli orobici hanno dato il benservito a Juric e ripartono con Palladino.

Una partita che mette in palio punti pesanti per entrambe. Ma, al di là della classifica e del gioco, ci si attende una reazione di carattere dei partenopei. Troppe parole sono state dette dopo il ko di Bologna, ora servono i fatti. Conte deve fare i conti con i tantissimi infortuni, ultimo quello pesantissimo di Anguissa, e sta studiando due moduli per affrontare la squadra di Palladino.

Napoli-Atalanta, conferma del 4-3-3?

Il modulo più quotato resta il 4-3-3, che è nel DNA di questa squadra ormai da anni, anche se negli ultimi tempi sta dando pochi frutti, soprattutto in termini di produzione offensiva e di realizzazione. In porta ci sarà sicuramente Milinkovic-Savic, con Di Lorenzo a destra e Gutierrez a sinistra, uno dei pochi giocatori che al momento sembra avere “più gamba”. Al centro la coppia Buongiorno-Rrhamani. Scelte quasi obbligate a centrocampo, dove dovrebbe esserci Lobotka in cabina di regia con Elmas e McTominay a fungere come mezzali. In attacco Hojlund al centro, con il maratoneta Politano a destra e Neres dirottato a sinistra. Lang, ancora una volta, dovrebbe partire dalla panchina.

Ritorno al passato con la difesa a 3?

Conte però sta valutando il ritorno alla difesa a 3, con la quale iniziò la sua avventura a Napoli per poi passare alla difesa a 4. In tal caso sarebbe un 3-4-2-1, dettato più dalla necessità a causa degli infortuni che da una scelta tattica.

Tra i pali ci sarebbe sempre Milinkovic-Savic, con l’inserimento di Juan Jesus sul centrosinistra, Buongiorno al centro e Rrhamani sul centrodestra. Di Lorenzo e Gutierrez si alzerebbero sulla linea di centrocampo. In mediana Lobotka e McTominay al suo fianco. Neres ed Elmas agirebbero invece come trequartisti, con l’obiettivo di fornire più palloni giocabili ad Hojlund, preferibilmente servendolo in profondità dove il danese può fare più male, anziché giocare sempre spalle alla porta. Questo modulo lascerebbe in panchina un fedelissimo di Conte, Politano, da diverse partite con la spia della riserva della benzina accesa e bisognoso di un po’ di riposo.

Al di là dei moduli

Il modulo ha sicuramente la sua importanza, ma non è l’unica cosa che non ha funzionato finora. Il Napoli gioca col baricentro troppo basso, quindi anche quando Hojlund riceve palla (spesso e malvolentieri spalle alla porta) è totalmente isolato e la sua diventa una sorta di battaglia contro i mulini a vento.

La squadra dovrà quindi giocare più alta, anche se bisognerà fare i conti con una condizione atletica che non sembra delle migliori. Servirà ritrovare anche quel sacro furore agonistico che ha incendiato gli animi dei calciatori azzurri nella passata stagione, e che sembra smarrito in queste ultime partite. Infine è necessario ricompattare squadra, allenatore e tifoseria, che pure dovrà fare la sua parte facendo ritornare il Maradona una bolgia in grado di spingere gli azzurri alla vittoria, gettando il cuore oltre l’ostacolo.

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