Il Tifoso Disgustato: Cagliari Napoli 1-1, un pareggio “meritato”

Il Tifoso Disgustato, Cagliari Napoli 1-1
Credits: foto ANSA

‘E chiacchiere s’ ‘e pporta ‘o viento; ‘e maccarune jengheno ‘a panza…

Già perché in questi giorni, dopo il pareggio in casa con il Barcellona, di chiacchiere ne abbiamo sentite molte. Doveva essere la partita della svolta, della rincorsa Champions; una partita abbordabile sulla carta e con più giorni di allenamenti made by Mister Calzona.

E invece…

Fiumi e fiumi di parole di noi tifosi, opinionisti, giornalisti si sono infranti oggi sulla nullità caratteriale di chi indossa la maglia.

A Cagliari va in scena il Napoli di Garcia, di Mazzarri, vediamo il Napoli senza attributi che avevamo visto dall’inizio del campionato, che fa un solo tiro al 30mo del primo tempo e prima del momentaneo vantaggio con Osimhen al 65mo, un altro tiro, sempre con il nigeriano.

Credits: Getty Images

Questo è il Napoli del “Signori, noi siamo il Napoli” ?!?

‘E chiacchiere s’ ‘e pporta ‘o viento; ‘e maccarune jengheno ‘a panza dice un vecchio proverbio napoletano.

E ci spiace, ma no, non è colpa di Calzona, di De Laurentiis, di Melluso, della preparazione errata, di Mister Spalletti che va via… no! È colpa di quegli undici calciatori che vanno in campo e dei 5 che subentrano.

Perché un gol così non impari ad evitarlo in allenamento, un gol così lo prendi quando con la testa, tu giocatore, non ci sei, quando hai già staccato la spina.

E non parliamo solo dell’errore di Juan Jesus attenzione!

Perché un gol, anzi due, come quelli che ci siamo divorati noi prima del 90mo si possono e si devono fare per chiudere la partita.

Invece no, presuntuosi, leziosi, egoisti, disattenti, in una parola: VERGOGNOSI!!!

#ForzaNapoliSempre

Verso Cagliari-Napoli: Calzona vuole debuttare in A con una vittoria, titolari Osimhen e Piotr
Credits: foto ANSA
Previous post Verso Cagliari-Napoli: Calzona vuole debuttare in A con una vittoria, titolari Osimhen e Piotr
Credits: foto ANSA
Next post Cagliari-Napoli shock, Calzona conferma: la squadra c’è nelle gambe ma non nella testa. E adesso chi può guarirla?

Articoli correlati