Il Napoli chiama a raccolta i tifosi: l’effetto Stadio Maradona per trascinare gli azzurri verso la Champions

Dopo la sosta per gli impegni delle Nazionali il Napoli sarà di scena al Maradona per il big match contro l’Atalanta e giocherà tutti gli scontri diretti per un piazzamento Champions tra le mura amiche.

La società chiama a raccolta i tifosi per l’effetto Stadio Maradona e cercare di scalare la classifica a caccia dell’obiettivo Europa che conta.

Ecco a voi lo Stadio Diego Armando Maradona. Quante ne ha viste nell’ultimo anno, dagli incredibili fasti di uno scudetto che mancava in città da 33 anni fino alla panchina che ha avuto in pochi mesi ben tre comandanti. Cuore pulsante del tifo partenopeo, è il punto di riferimento di intere generazioni che prima della partita si incontrano a Fuorigrotta per vivere insieme l’immensa passione azzurra. Sostenere il Napoli non è soltanto un hobby della domenica all’ombra del Vesuvio: è una delle ragioni di vita, è il momento in cui gli amici si ritrovano sotto lo stesso abbraccio, è il sollievo nella condivisione delle lacrime quando le cose non vanno bene in campo, è la famiglia che scegli con la quale condividere sogni e aspettative. Così lo stadio, quello stadio diventa una seconda casa e per molti persino la prima vivendoci interi weekend, lunghi anni e tramandando il tifo per il Napoli a intere generazioni.

Quello stesso stadio Maradona sarà protagonista di una grande cavalcata negli ultimi mesi dell’attuale campionato. Vedrà ospitare le big del campionato che si giocheranno come il Napoli un posto in Champions League, aiutate da una classifica che al momento sorride le prime cinque squadre. Meret e compagni sono un po’ più indietro ma il gap matematicamente è ancora colmabile. Servono prestazioni importanti, servono vittorie: e per riuscirci la spinta che serve è proprio quella dell’effetto stadio Maradona da invocare già per il big match, dopo la sosta delle Nazionali, contro la temibile Atalanta, squadra sempre ostica da affrontare nonostante il momento altalenante che sta vivendo.

Inaugurato nel 1952 e più volte oggetto di profondo restyling, l’allora stadio San Paolo e attuale Diego Armando Maradona, è sempre stato il dodicesimo uomo in campo facendo la differenza per raggiungere importanti obiettivi.

La storia dell’allora stadio San Paolo è pregna di magia. I lavori sono iniziati il 27 aprile 1952 e terminati il 6 dicembre 1959, inaugurato nell’ambiziosa partita contro la Juventus terminata 2 a 1 per gli azzurri. La allora capienza di 90.000 spettatori in piedi e la mancanza della copertura lo rendevano un vero e proprio catino infuocato, in cui gli spalti tremavano ad ogni coro intonato e appena i tifosi saltavano dalla gioia. Nel 1980 ci fu un primo riammodernamento fino alla ristrutturazione per Italia ’90. Negli ultimi decenni l’impianto di gioco era strutturalmente fatiscente, richiedendo dalla UEFA numerosi restyling per l’agibilità. Prima nel 2012 l’installazione di schermi led poi in occasione della trentesima Universiade proprio a Napoli, nell’estate 2019 ha subito un bellissimo restyling in tutti i settori cambiando i seggiolini, modificando la pista di atletica, installando due maxischermi nel settore Tribuna Nisida e Distinti, migliorando gli spogliatoi, l’impianto audio e quello di illuminazione.

Ph credits SSC NAPOLI

Ciò ha portato ad un colpo d’occhio eccezionale nonostante la capienza sia stata ridotta a circa 55.000 posti che ogni weekend in cui il Napoli gioca in casa, vedono il sold out con i prezzi non sempre popolari decisi dalla società. Nonostante si parli tanto di un nuovo impianto di gioco più moderno da costruire nell’hinterland partenopeo senza la pista da atletica, i tifosi sono fortemente legati allo stadio Diego Armando Maradona che ha preso il nome del proprio beniamino all’indomani della scomparsa del Pibe de oro il 26 novembre 2020. Non solo grandi partite storiche ma anche i tre scudetti che sono stati tutti festeggiati a Fuorigrotta mandando in visibilio l’intera città. Lo scorso anno, in particolar modo, è stato protagonista di una tripla festa incredibile: prima la visione del match decisivo contro l’Udinese con dei maxi schermo a bordo campo, poi il super show dopo Napoli-Fiorentina e l’addio al campionato in corso con la consegna della Coppa Scudetto post Sampdoria. Insomma, il Maradona per calore, amore e ricordi ha sempre fatto la differenza, così come sperava di farla anche quest’anno.

Nell’anno dello scudetto i numeri al Maradona sono stati sempre incredibili, confermandosi sempre sold out anche in questa incredibile stagione altalenante così come sarà anche contro l’Atalanta, primo di tre big match in casa.

Anche quest’anno, in cui le cose non sono andate benissimo per il Napoli tra risultati deludenti e ben tre cambi di allenatori, vari ko, pareggi e delusioni, lo stadio Maradona ha registrato sempre numeri da record, aiutato anche da politiche societarie con prezzi molto più accessibili e tante promozioni per le famiglie, i bambini e le donne nella Giornata Internazionale delle Donne. L’entusiasmo è stato sempre alle stelle, non facendo mancare mai il proprio apporto e trascinando gli azzurri sia in Champions che in tante gare di campionato raggiungendo il pareggio o, come contro la Juventus, persino la vittoria all’ultimo secondo. Ogni settore è stato gremito così come le curve che in più fasi della stagione hanno chiarito la situazione confermando il proprio appoggio in cambio del consueto attaccamento alla maglia.

Il fattore Maradona sarà quindi fondamentale a partire già dal prossimo sabato, quando alle 12.30 arriverà a Fuorigrotta la temibile Atalanta, che attualmente è in pianta stabile tra le posizioni alte della classifica, con una gara peraltro da recuperare. Sarà solo il primo di un trittico molto interessante tra le mura amiche, che in meno di due mesi poterà a giocarsi in casa le proprie chances Champions anche contro le altre due dirette avversarie Roma e Bologna. Insomma, tutto dipenderà proprio dalle mura amiche e l’entusiasmo è già alle stelle con un’ottima prevendita in vista della gara contro gli orobici. Nel frattempo la sosta sta portando il giusto lavoro a Castel Volturno, con Politano che ha recuperato dalla febbre svolgendo lavoro personalizzato e Victor Osimhen ancora alla ricerca della migliore forma fisica, chiamando all’appello i tifosi. Solo così, uniti, si può arrivare lontano inseguendo il sogno Champions.

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